M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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venerdì 3 ottobre 2008

il pronome "Noi" usato nel Qur'an


بسم الله الرحمن الرحيم

Si tratta di una carattersitica dello stile letterario della lingua araba che una persona possa riferirsi a se stesso con il pronome nahnu (noi) per rispetto o glorificazione. Egli può anche usare la parola ana (io), per indicare una persona, o la terza persona huwa (egli). Tutti e tre gli stili vengono usati nel Qur'an in cui Allah chiama gli arabi nella loro lingua.
[Shaykh Muhammad Al-Salih Munajid - Fatawa al-Lajnah al-Da'imah 4/143]

Allah, possa Egli essere glorificato e magnificato, a volte si riferisce a se stesso al singolare con il nome o con l'uso di un pronome e talvolta con l'uso del plurale come nella frase: "In verità Vi abbiamo dato una vittoria evidente." [Al-Fath, 1] e altre espressioni simili. Ma Allah non si riferisce mai a se stesso con l'uso del duale, perchè il plurale si riferisce al rispetto che Egli merita e può riferirsi ai suoi nomi e attributi, mentre il duale si riferisce ad un numero specifico ed Egli è al di sopra di quello.
[Shaykh al-Islam Ibn Taymiyah - Al-'Aqidah al-Tadmuriyyah, pag.75]

Queste parole inna (in verità noi) e nahnu (noi) e altre forme di plurale possono essee utilizzate da una persona parlando a nome di un gruppo o possono essere utilizzate da una persona ai fini del rispetto o della glorificazione, come avviene da parte di alcuni monarchi quando rilasciano dichiarazioni o decreti in cui dicono "Abbiamo deciso..." e così via. In tali casi, è solo una persona a parlare ma il plurale viene utilizzato per rispetto. Colui che è meritevole di rispetto sopra qualsiasi altra cosa è Allah, possa Egli essere glorificato e magnificato, così quando Egli dice nel Qur'an inna (in verità noi) e nahnu, è per il rispetto e la glorificazione e non per indicare la pluralità dei numeri. Se un aya di questo tipo è fonte di confusione, è indispensabile fare riferimento ai chiari e inequivocabili ayat per un chiarimento, e se un Cristiano ad esempio insiste sulla necessità di prendere ayat come: "In verità, Noi: siamo Noi ad aver fatto scendere il Dhikr (Qur'an)." [Al-Hijr, 9] come prova della pluralità divina, si può confutare tale affermazione con l'indicazione di tali chiari ed inequivocaboli ayat come: "E il tuo Dio è un Dio Unico, nessuno ha diritto ad essere adorato se non Lui, il Compassionevole, il Misericordioso." [Al-Baqara, 163] e "Dì: Egli è Allah, l'Unico." [Al-Ikhlas, 1] e di altri ayat che possano essere interpretati soltanto in un modo. Così la confusione sarà dissipata per chi è alla ricerca della verità. Ogni volta che Allah utilizza il plurale per riferirsi a se stesso, esso si basa sul rispetto e sull'onore che Egli merita e sul grande numero dei Suoi nomi e dei Suoi attributi e sul grande numero delle sue truppe e angeli.
[Shaykh al-Islam Ibn Taymiyah - Al-'Aqidah al-Tadmuriyyah, pag.109]

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