M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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martedì 15 maggio 2012

invocare Allah attraverso i Suoi Bellissimi Nomi


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah, sia Egli elevato, dice:

"E ad Allah appartengono i nomi migliori, perciò invocateLo con quelli. E lasciate [la compagnia di] coloro che praticano la deviazione riguardo i Suoi nomi. Essi saranno ricompensati per quello che hanno fatto." [Al-A'raf, 180]

Ibn Abu Hatim riporta che Ibn 'Abbas dice: "La frase "...coloro che praticano la deviazione riguardo i Suoi nomi..." significa quelle persone che attribuiscono partner ad Allah riguardo i Suoi Bellissimi Nomi.

Ibn 'Abbas ha anche affermato che essi nominavano uno dei loro idoli Al-Lat il cui nome deriva dalla parola Al-Ilah, che è una parola araba che significa "Dio"; ed essi nominavano un altro idolo Al-'Uzza, dalla parola araba Al-'Aziz che significa "l'Elevato in Potenza" (ed è uno dei Bellissimi Nomi di Allah). Commentando questo versetto, Al-A'mash dice: "Inseriscono erroneamente nomi estranei a quelli di Allah."

Pertinenza del Capitolo al Libro del Tawhid

Scrivendo questo capitolo, l'autore intende confutare le false credenze di coloro che cercano mezzi di approccio ad Allah attraverso i defunti. Inoltre, l'autore intende affermare che la maniera lecita per cercare di avvicinarsi ad Allah è invocarLo direttamente attraverso i Suoi Bellissimi Nomi e Divini Attributi.

Al-A'mash

Egli è Sulayman Ibn Mahran, da Kufa. Egli era un faqih, ed un hafiz fidato e devoto. Morì nel 147 AH, che Allah abbia Misericordia di lui.

Parole chiave e frasi

1) i Bellissimi Nomi: i Nomi che hanno raggiunto l'apice di bellezza e non sono eguali a nulla. Quindi, nessun altro nome li può sostituire

2) InvocateLo con quelli: invocate Allah e cercate i mezzi per avvicinarvi a Lui attraverso i Suoi Bellissimi Nomi

3) Lasciate coloro che: allontanatevi da loro e non discutete con loro

4) Praticano la deviazione riguardo i Suoi Nomi: coloro che distorcono i Bellissimi Nomi di Allah. Tali persone o respingono questi Nomi o il loro significato, oppure li rendono nomi per qualche essere creato. Inoltre essi nominano altri dopo il Nome di Allah, così come hanno nominato uno dei loro idoli Al-Lat, il cui nome deriva della parola araba Al-Ilah che significa "il Dio"

5) Essi saranno ricompensati per quello che hanno fatto: questa è una seria minaccia che la punizione verrà inevitabilmente inflitta su di loro

6) Inseriscono erroneamente nomi estranei a quelli di Allah: essi aggiungono altri nomi ai Bellissimi Nomi di Allah, nonostante nè Allah Stesso nè il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) hanno attribuito questi nomi a Lui

Significato generale del versetto del Qur'an

In questo versetto Allah, sia Egli Elevato, proclama che i Suoi Nomi hanno raggiunto il più alto livello di bellezza e perfezione. Di conseguenza, Egli ordina ai Suoi servi di invocarLo e di cercare i mezzi per avvicinarsi a Lui attraverso questi Bellissimi Nomi. Inoltre, Allah ordina ai Suoi servi di dissociarsi da coloro che distorcono questi venerabili Nomi e che in maniera perversa deviano dalla verità. Per quanto riguarda questa gente smarrita, essi riceveranno inevitabilmente la punizione che gli spetta.

Lezioni estratte dal versetto del Qur'an

1) Questo versetto rivela i Nomi e gli Attributi di Allah in un modo appropriato per la Sua Maestà

2) I Nomi di Allah sono Bellissimi


3) Alla gente viene raccomandato di invocare Allah e di cercare i mezzi per avvicinarsi a Lui, usando i Suoi Bellissimi Nomi


4) Alla gente viene proibito di distorcere qualsiasi dei Bellissimi Nomi di Allah, che sia negandoli oppure cambiando i loro significati oppure interpretandoli come nomi per qualche essere creato


5) Ai Musulmani viene raccomandato di allontanarsi dagli ignoranti e da coloro che praticano la deviazione riguardo i Bellissimi Nomi di Allah


6) Il versetto indica una seria minaccia a chiunque altera qualsiasi dei Nomi e degli Attributi di Allah

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 50, pagg. 375-377]

mercoledì 29 giugno 2011

l'eccellenza della tribù di Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e degli Ansar e i diritti della gente dell'Islam


بسم الله الرحمن الرحيم

Imam al-Barbahari (rahimahullah) ha detto:
 
Riconoscere l'eccellenza dei Banu Hashim a causa della loro parentela con il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam). Riconoscere l'eccellenza dei Quraish [1], gli Arabi e i rami della tribù e riconoscere il loro rango e i loro diritti nel Islam.
 
Lo schiavo che appartiene ad un popolo, fa parte di esso. Riconoscere i diritti del resto della gente dell'Islam. Riconoscere l'eccellenza degli Ansar [2] e il consiglio che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) diede riguardo ad essi e alla sua famiglia. Non insultateli, ma riconoscete la loro eccellenza. Riconoscete l'eccellenza dei vicini dalla gente di al-Madina.
 
note
 
[1] Egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Allah ha scelto i Kinah dai discendenti di Isma'il, i Quraish dai Kinah, i Banu Hashim dai Quraish ed Egli ha scelto me dai Banu Hashim." Fare riferimento al Sahih Muslim (traduzione inglese 4/1230/n° 5653), Ahmad (4/107) e as-Sunnah di Ibn Abi 'Asim (2/632). Per un'ulteriore spiegazione, fare riferimento a Fathul-Bari di Ibn Hajr (13/113). L'eccellenza è soltanto per i Musulmani tra di essi

[2] Egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Il segno del Iman è l'amore per gli Ansar e il segno dell'ipocrisia è l'odio per gli Ansar." Riportato da al-Bukhari (traduzione inglese 1/21/n° 16). Fare riferimento anche a Fada'ilus-Sahaba di Imam Ahmad (2/790)

[Imam al-Barbahari - Kitab Sharh us-Sunnah, punto 95]

martedì 21 giugno 2011

la visione di Allah nel Giorno del Giudizio


بسم الله الرحمن الرحيم

I Credenti vedranno il loro Signore nell'Altra Vita
 
90 Ahl us-Sunnah credono e testimoniano che i Credenti vedranno il loro Signore, il molto Benedetto e l'Altissimo, nel Giorno del Giudizio con i loro occhi. Essi Lo vedranno, come è riportato negli ahadith autentici dal Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa salam). Egli disse:
 
"In verità, vedrete il vostro Signore come vedete la luna piena." [105]
 
Il paragone (come) menzionato in questo hadith è tra le due visioni, non tra ciò che viene visto nei singoli casi. [106] Gli ahadith della visione sono riportati nel libro "al-Intisar" con tutti gli asanid.
 
[105] Riportato da Ibn Khuzaimah in "Kitab ut-Tawhid" (1/407-411). Vedere anche al-Bukhari (504), Muslim (183) e Abu Dawud (4729). Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Quando la gente del Paradiso entra in Paradiso, Allah il Potente e il Maestoso, dirà: "Desiderate qualcosa in più che Io possa darvi?" Essi diranno: "Non hai illuminato i nostri visi? Non ci hai fatti entrare in Paradiso e salvati dal Fuoco?" Quindi, Egli rimuoverà la copertura e ad essi non sarà stata data cosa più amata loro che guardare il loro Signore, il Potente e il Maestoso." Riportato da Muslim (181)
[106] cioè: La similitudine tra vedere la luna piena e vedere Allah è nel vedere, non tra la luna piena e Allah. Questo eccellente punto è una confutazione di coloro che affermano che Ahl us-Sunnah hanno qui fatto un paragone tra Allah e la Sua creazione (la luna piena)
 
[Imam Abu 'Uthman Isma'il ibn 'Abdurrahman As-Sabuni (rahimahullah) - da 'Aqidatus-Salaf As'habul-Hadith, annotato e controllato da Shaykh Badr ibn 'Abdullah al-Badr]

proibizione della magia


بسم الله الرحمن الرحيم

La magia e la stregoneria

136 La gente del Hadith testimonia che in questo mondo esistono la magia e i maghi, ma essi non possono danneggiare nessuno tranne con il permesso di Allah. Allah, il Potente e il Maestoso, dice:

وَمَا هُمْ بِضَارِّينَ بِه ِِ مِنْ أَحَد ٍ إِلاَّ بِإِذْنِ اللَّهِ

"Ma essi non potevano danneggiare nessuno, se non con il permesso di Allah." [Al-Baqara, 102]

137 Chiunque incanta, pratica la magia, crede che essa possa causare danno o beneficio senza il permesso di Allah, l'Altissimo, egli in verità non ha creduto in Allah.

138 Se egli (il mago) è contraddistinto da ciò che lo farà cadere nella miscredenza, gli viene chiesto di pentirsi. Se egli non si pente, allora il suo collo viene colpito (cioè, egli viene ucciso).

Se egli è contraddinstinto da ciò che non è miscredenza oppure ha menzionato qualcosa che non è stato capito, allora è proibito per lui praticarla. Se egli ritorna, è punito.

139 Se afferma che la magia non è ilecita e crede che essa sia consentita, allora è obbligatorio ucciderlo. Questo poichè ha reso permessa una cosa che tutti i Musulmani concordano sia illecita.

[Imam Abu 'Uthman Isma'il ibn 'Abdurrahman As-Sabuni (rahimahullah) - da 'Aqidatus-Salaf As'habul-Hadith, annotato e controllato da Shaykh Badr ibn 'Abdullah al-Badr]

il Kufr di colui che abbandona la preghiera


بسم الله الرحمن الرحيم

La sentenza riguardo qualcuno che abbandona la preghiera intenzionalmente
 
104 La gente del Hadith differisce nelle loro opinioni riguardo un Muslim che abbandona la preghiera intenzionalmente. Imam Ahmad e un gruppo di Studiosi dai Salaf [114] dicono che egli sia diventato un miscredente e lo pongono al di fuori della piega dell'Islam, a causa di ciò che è autenticamente riportato dal Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) che disse:
 
"Tra un servo e lo Shirk, vi è l'abbandono della preghiera. Poichè colui che la abbandona, ha commesso Kufr." [115]
 
105 Ash-Shafi'i e i suoi compagni, oltre a un gruppo tra gli Studiosi dei Salaf, hanno detto che: "Uno non diventa un miscredente fintanto che crede che sia obbligatoria, comunque egli viene ucciso proprio come viene ucciso un apostata."
 
Essi interpretano il hadith con il significato: Chiunque abbandona la preghiera attraverso la sua negazione, proprio come quando Allah, l'Unico libero da qualsiasi imperfezione, ci informa di Yusuf ('alayhis salam):
 
 إِنِّي تَرَكْتُ مِلَّةَ قَوْم ٍ لاَ يُؤْمِنُونَ بِاللَّهِ وَهُمْ بِالآخِرَةِ هُمْ كَافِرُونَ
 
"In verità ho abbandonato una religione di un popolo, poichè essi non credono in Allah e sono miscredenti (non credono) nell'Altra Vita." [Yusuf, 37]
 
Egli non fu mai coinvolto nella miscredenza della gente. Comunque, egli li abbandonò negandoli. [116]
 
[114] Tra loro: Ishaq ibn Rahawaih, Ibn al-Mubarak, Ibrahim an-Nakha'i, al-Hakim ibn 'Uyainah, Ayyub ibn as-Sakhtayani, Abu Bakr ibn Abi Shaibah e Abu Khaithamah Zuhair ibn Harb. Tra i Compagni: 'Umar ibn al-Khattab, Mu'adh ibn Jabal, Ibn Mas'ud, Ibn 'Abbas, Jabir e Abu Darda
[115] Questo hadith è giunto in varie forme, la più autentica è: "Tra un uomo e lo Shirk e il Kufr, vi è l'abbandono della preghiera." Riportato da Muslim (1/88), at-Tirmidhi (2764-67), Abu Dawud (4678) e Ibn Majah (1078)
[117] Vedere il libro di Ibnul Qayyim "As-Salat wa Hukm Tarikuha" per ulteriori dettagli
 
[Imam Abu 'Uthman Isma'il ibn 'Abdurrahman As-Sabuni (rahimahullah) - da 'Aqidatus-Salaf As'habul-Hadith, annotato e controllato da Shaykh Badr ibn 'Abdullah al-Badr]

sabato 18 giugno 2011

il Credo di Ahl-us-Sunnah: il peccatore Musulmano non diventa Kafir


بسم الله الرحمن الرحيم

Noi non chiamiamo miscredente un Musulmano a causa dei suoi peccati

100 Ahl us Sunnah crede che se un Credente commette dei peccati, grandi o piccoli che possano essere, egli non diventa un miscredente. Se egli lascia questo mondo senza aver avuto alcun pentimento da essi e muore sul Tawhid e sul Ikhlas, allora la sua questione è interamente per Allah l'Altissimo e il Maestoso. Se Egli vuole, può perdonarlo e farlo entrare in Paradiso nel Giorno del Giudizio, salvo e sicuro senza essere afflitto dal Fuoco e senza essere punito per la sua perpetrazione dei peccati.

Egli sarà portato nel Giorno del Giudizio con i suoi peccati e misfatti. Se Allah vuole, lo punirà per un periodo nel Fuoco. Se Lui lo punisce, egli comunque non resterà nel Fuoco per sempre ma alla fine verrà liberato e fatto uscire da esso, nel luogo della tranquillità e della letizia.

101 Il nostro Shaykh, Imam Abu Tayyeb Sahl ibn Muhammad as-Sa'luki (rahimahullah) ha detto: "Il Credente peccatore, anche se è punito dal Fuoco, non sarà gettato lì nello stesso modo in cui viene gettato il miscredente nel Fuoco. Egli non rimarrà lì nello stesso modo in cui il miscredente resterà laggiù, nè sarà disgraziato e miserabile alla stessa maniera in cui è disgraziato e miserabile il miscredente."

102 Questo significa che il miscredente sarà trascinato nel Fuoco sulla sua faccia, sarà gettato lì incatenato, e poi appeso a testa in giù, ammanettato con le sue mani legate al suo collo con catene dure e pesanti. Invece il Credente peccatore, se verrà afflitto dal Fuoco, vi entrerà come un criminale entra in prigione in questo mondo, sui suoi piedi e non capovolto nè gettato dentro.

Il significato della sua dichiarazione: "...egli non sarà gettato lì nello stesso modo in cui viene gettato il miscredente nel Fuoco...", significa che il miscredente avrà tutto il suo corpo bruciato ed ogni volta che la sua pelle è arrostita, verrà sostituita con un'altra in modo che egli possa assaporare la punizione di nuovo, poichè Allah ci ha informati nel Suo Libro:

إِنَّ الَّذِينَ كَفَرُوا بِآيَاتِنَا سَوْفَ نُصْلِيهِمْ نَارا ً كُلَّمَا نَضِجَتْ جُلُودُهُمْ بَدَّلْنَاهُمْ جُلُوداً غَيْرَهَا لِيَذُوقُوا الْعَذَابَ إِنَّ اللَّهَ كَانَ عَزِيزاً حَكِيما ً

"In verità, coloro che non hanno creduto nei nostri segni, li bruceremo nel fuoco. Cambieremo le loro pelli con altre pelli, così che possano gustare la punizione di nuovo." [An-Nisa', 56]

Per quanto riguarda i Credenti, non avranno i loro visi bruciati dal Fuoco e i loro arti che usavano per il sujud non saranno bruciati. Poichè Allah ha proibito che il Fuoco li bruci. [113]

103 Il suo detto "...egli non starà nel Fuoco come starà il miscredente..." significa che il miscredente vi rimarrà per sempre e non ne uscirà mai. Allah non lascerà mai nessun Credente peccatore nel Fuoco per sempre.

Il suo detto "...egli non sarà afflitto come il miscredente...", significa che il miscredente non ha nessuna speranza della Misericordia di Allah e nessuna opportunità di sospensione dalla punizione. Per quanto riguarda il Credente, egli non sarà mai tagliato fuori dalla speranza della Misericordia di Allah.

Il risultato finale per tutti i Credenti è il Paradiso, perchè furono creati per esso ed esso è stato creato per loro come una Misericordia e una Benedizione da Allah.

[113] Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Allah ha proibito al fuoco di distruggere le tracce del sujud" [al-Bukhari, 806 e Muslim, 182]

[Imam Abu 'Uthman Isma'il ibn 'Abdurrahman As-Sabuni (rahimahullah) - da 'Aqidatus-Salaf As'habul-Hadith, annotato e controllato da Shaykh Badr ibn 'Abdullah al-Badr]

martedì 3 maggio 2011

Allah è "ba'inun min khalqihi"


بسم الله الرحمن الرحيم


 
 
Ishaq bin Rahawaih, lo Studioso di Khurasaan (morto nel 237H)


Harb bin Isma'il al-Kirmani (morto nel 280H) ha detto: Ho detto ad Ishaq bin Rahawaih: "Il detto dell'Altissimo: Non vi è incontro segreto di tre, tranne che Egli sia il quarto, come parliamo riguardo a questo?" Egli disse: "Ovunque voi siate, Egli è più vicino a voi che la vostra vena giugulare, ma Egli è separato e distinto dalla Sua creazione (ba'inun min khalqihi)."

Poi egli (Ishaq) menzionò da [Abdullah] Ibn al-Mubarak (morto nel 181H) il suo detto:

"Egli è sopra il Suo Trono, separato e distinto dalla Sua creazione (ba'inun min khalqihi)."

Poi egli (Ishaq) disse: "La cosa più evidente e manifesta a questo riguardo, è il detto dell'Altissimo: Ar-Rahman è asceso sopra il Trono (Ta-ha, 5)."

E' stato riportato da al-Khallal in "as-Sunnah" da Harb.

[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "Mukhtasar al-Uluww", pag. 191]

colei che è stata dichiarata innocente da sopra i sette cieli


بسم الله الرحمن الرحيم





Da Masruq, che ogni volta che narrava da A'isha, diceva:

"As-Siddiqa [A'isha] bint as-Siddiq [Abu Bakr] mi ha narrato...l'amata [A'isha] dell'amato [il Profeta]...colei che è stata dichiarata innocente da sopra i sette cieli..."

Il suo isnad è sahih.

[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "Mukhtasar al-Uluww", pag. 128]

Allah è separato e distinto dalla Sua creazione


بسم الله الرحمن الرحيم


Sunayd bin Dawud al-Masisi, il Hafidh (morto nel 226H)




Abu Hatim ar-Raziha detto: Abu Imran at-Tarsusi ci ha narrato, dicendo:

Ho detto a Sunayd bin Dawud: "Egli, il Potente e il Maestoso, è sopra il Suo Trono, separato e distinto dalla Sua creazione (ba'inun min khalqihi)?" Egli disse: "Sì."

Io [adh-Dhahabi] dico: Sunayd ha un ampio tafsir ed io l'ho visto tutto con le asanid (catene di narrazione). E il suo madhhab negli Attributi (di Allah) è il madhhab dei Salaf. Egli morì nel 226H.

[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "Mukhtasar al-Uluww", pag. 183]

il Tawhid non è valido fino a quando....


بسم الله الرحمن الرحيم


Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) riporta:
 
قال عمرو بن تميم المكي سمعت محمد بن إسماعيل الترمذئ قال سمعت المزني يقول لا يصح لأحد توحيد حتى يعلم أن الله تعالى على العرش بصفاته قلت له مثل أي شيء قال سميع بصيرعليم

'Amr bin Tamim al-Makki ha detto: Ho sentito Muhammad bin Isma'il at-Tirmidhi dire: Ho sentito al-Muzani dire: "Il Tawhid di qualsiasi [persona] non è valido, autentico fino a quando egli sa che Allah l'Elevato è sopra il Suo Trono, con i Suoi Attributi." Io gli dissi: "Come cosa?" Egli disse: "Audiente, vedente, sapiente."
 
[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "al-Siyar" 12/494]

sabato 30 aprile 2011

se mi venisse chiesto dov'è Allah...


بسم الله الرحمن الرحيم


 


 
Sull'autorità di Sadaqa, (che) disse:

"Ho sentito Sulayman at-Taymi dire: Se mi venisse chiesto dov'è Allah, io direi sopra il Cielo."

Sulayman è tra i principali Imam de [la gente di] al-Basrah in quanto a conoscenza e azione.

nota (da AboveTheThrone.com): anche al-Lalika'i ha riportato questo (2/92). Sadaqa, egli è Ibn al-Muntasir, Abu Shu'bah ash-Sha'bani, Abu Zur'ah ha detto: "Non vi è alcun male in lui" tutti i suoi uomini (cioè, i narratori) sono affidabili e al-Bukhari lo ha narrato in forma "mu'allaq" in "Af'al ul-'Ibad" (pag. 71)

[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "Mukhtasar al-Uluww", pag. 133]

venerdì 29 aprile 2011

io sono Allah, sopra i Miei servi


بسم الله الرحمن الرحيم


 
 
 
Da Ka'b al-Ahbar che disse:
 
"Allah, il Potente e il Maestoso, ha detto nella Torah: Io sono Allah, sopra i Miei servi e il Mio Trono è sopra tutta la Mia creazione ed Io sono sopra il Mio Trono, regolo gli affari dei Misi servi. Nulla nei cieli o nella terra, è nascosto da Me."
 
E' riportato dai thiqat.
 
note (da AboveTheThrone.com): Ka'b al-Ahbar era uno Studioso Ebreo dello Yemen che accettò l'Islam al tempo di Abu Bakr (radiAllahu 'anhu) e si recò a Madina durante il regno di 'Umar (radiAllahu 'anhu). Ibn Hajr lo ha dichiarato "thiqah" (affidabile).
 
Questa dichiarazione è stata anche narrata da Ibn Battah e altri.
 
[Imam adh-Dhahabi (rahimahullah) - da "Mukhtasar al-Uluww", pag. 128]

martedì 29 marzo 2011

l'ostentazione (parte terza)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Sa'id (radiAllahu 'anhu) ha narrato: Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Volete che vi dica ciò che io temo per voi, più dell'Anticristo?" Essi (i Compagni) dissero: "Sì, o Messaggero di Allah!" Egli disse: "(Esso) è il politeismo nascosto, ovvero una persona sta in preghiera e se vede qualcuno che lo guarda, egli prova ad abbellire la sua preghiera."
[riportato da Ibn Majah (4204) e Ahmad in Al-Musnad (3/30)]

Parole chiave e frasi

1) Anticristo: colui che causerà la più grande fitna (prova), poco tempo prima del Giorno della Resurrezione

2) Politeismo nascosto: l'avverbio "nascosto" è inserito prima della parola "politeismo", poichè la propria azione sembra essere offerta ad Allah anche se è intesa per divinità diverse da Lui

3) Abbellisce la sua preghiera: per renderla più lunga e compierla perfettamente

Significato generale del Hadith

Mentre i Compagni stavano parlando della fitna (prova) dell'Anticristo esprimendo i loro timori per quell'evento, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) si unì a loro. Commentando l'argomento sotto discussione, egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) li informò che c'era una questione che egli temeva per loro più dell'Anticristo; cioè attribuire partner ad Allah quando si compie la propria intenzione che è invisibile alla gente. Poi egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) spiegò che questo tipo di politeismo è rappresentato dall'interesse che uno ha nell'attirare l'ammirazione della gente abbellendo il proprio operato, che è presumibilmente inteso per amore di Allah.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith racchiude una spiegazione dell'atto di ostentazione ed un avvertimento contro l'avvicinamento ad esso.

Lezioni estratte dal Hadith

1) Il Hadith mostra la pietà del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) verso la sua nazione e la sua preoccupazione nel consigliarli

2) L'ostentazione è più pericolosa per la gente retta che la fitna (prova) dell'Anticristo

I Musulmani devono essere prudenti dal cadere nell'ostentazione o in qualsiasi altro tipo di politeismo

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 290-291]

venerdì 25 marzo 2011

l'ostentazione (parte seconda)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu) narra che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Allah, sia Egli Benedetto ed Elevato, ha detto: Io sono l'Unico che non ha mai bisogno di un socio. Se qualcuno fa qualcosa in cui associa qualcun'altro con Me, lo abbandonerò a colui che associava con Me."
[riportato da Muslim (2985), Ahmad (2/301, 435), Ibn Majah (4202) e Ibn Khuzayma (938)]

Parole chiave e frasi

1) Associa qualcun'altro con Me: si intende rivolgere il proprio operato per divinità diverse da Allah

2) Lo abbandonerò a colui che associava con Me: Allah non accetterà il suo operato e lo abbandonerà alla sua falsa divinità

Significato generale del Hadith

Questo è un Hadith Qudsi (Divino) poichè il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) comunica le Parole di Allah, l'Onnipotente e Sempre Maestoso. Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) narra che Allah rifiuta qualsiasi azione intesa per altri oltre a Lui, attraverso l'ostentazione o simili. In verità, Allah accetta soltanto l'azione offerta interamente a Lui.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith indica che Allah rifiuta qualsiasi azione intesa per ostentazione o intaccata da qualsiasi altro atto di politeismo.

Lezioni estratte dal Hadith

1) I Musulmani sono messi in guardia dall'accostarsi a qualsiasi atto di politeismo, poichè esso causa il rifiuto dell'azione da parte di Allah

2) L'obbligo di offrire sinceramente il proprio operato ad Allah e di liberarsi in modo puro da qualsiasi tipo di politeismo

3) Questo Hadith prova che Allah Basta a Se Stesso

4) Esso fornisce anche una prova del fatto che Allah è in possesso del discorso

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 289]

l'ostentazione (parte prima)


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah, sia Egli Elevato, dice:

"Dì: Io sono soltanto un uomo come voi, a cui è stato rivelato che il vostro dio è un unico Dio. Perciò chiunque spera nell'incontro con il suo Signore, compia il giusto operato e non associ nessuno nel culto del suo Signore." [Al-Kahf, 110]

Pertinenza del capitolo al Libro del Tawhid

Poichè l'ostentazione viola i requisiti indispensabili del monoteismo e rende le proprie buone azioni nulle ed inutili, l'autore intende -in questo capitolo- ammonire i Musulmani contro di essa.

Parole chiave e frasi

1) Dì: Allah rivolge un comando al Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) per parlare alla gente

2) Un uomo come voi: non un dio o una creatura soprannaturale

3) Spera nell'incontro con il suo Signore: teme il Giorno della Resurrezione e desidera ardentemente vedere Allah nel Giorno della Resurrezione

4) Giusto operato: le buone azioni che sono sinceramentte offerte ad Allah e che soddisfano le norme della Shari'ah (la Legge Islamica)

5) Non associ nessuno nel culto del suo Signore: tenersi lontani dall'ostentazione e offrire le azioni basate sulla Shari'ah soltanto ad Allah

Significato generale del versetto del Qur'an

In questo versetto Allah, sia Egli Elevato, comanda al Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) di informare la gente che egli è un uomo comune proprio come loro, non in possesso di alcun attributo di Signoria o Divinità. Piuttosto la missione del Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) era di comunicare alla gente ciò che Allah gli rivelava. La più significante rivelazione ispirata a lui, è che Allah è il Solo Unico meritevole di adorazione e che è proibito associare qualcuno con Lui nel culto. La gente ritornerà inevitabilmente ad Allah nel Giorno della Resurrezione. Quindi, chiunque spera nella salvezza in quel giorno, deve perseverare nel compiere le buone azioni che sono in accordo alla Shari'ah ed offrirle soltanto ad Allah.

Pertinenza del versetto del Qur'an al capitolo

Questo versetto implica un comando da parte di Allah al Suo servo, di essere sincero nel suo culto ad Allah. La sincerità nella propria adorazione comporta il fatto di evitare l'ostentazione che è un atto di politeismo.

Lezioni estratte dal versetto del Qur'an

1) L'essenza della religione è di dedicare il proprio culto soltanto ad Allah

2) L'ostentazione nel culto, è un tipo di politeismo

3) I politeisti commettono politeismo riguardo alle questioni del culto

4) Alla gente è proibito adorare altri insieme ad Allah, che siano idoli, profeti, persone rette o qualsiasi altro

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 287-288]

mercoledì 23 marzo 2011

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte quinta)


بسم الله الرحمن الرحيم

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Quando Allah vuole fare il bene per il Suo servo, Egli gli dà la punizione (per i peccati che egli commette) in anticipo in questo mondo; ma quando Egli vuole causare il male al Suo servo, Egli sospende la punizione per i suoi peccati fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione (per ricevere un compenso proporzionato alle sue azioni)."
[riportato da At-Tirmidhi (2398), Ahmad (4/87) e Al-Hakim (1/349)]

Poichè questo Hadith e il precedente sono riportati da At-Tirmidhi con la stessa catena di trasmettitori e lo stesso Compagno (narratore), l'autore del libro li prende come un unico Hadith

Parole chiave e frasi

1) Gli dà la punizione in anticipo in questo mondo: Allah infligge sofferenze sul Suo servo a causa dei suoi peccati, così che egli abbandoni questa vita senza alcun peccato

2) Fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione (per ricevere un compenso proporzionato alle sue azioni): il servo disobbediente di Allah a cui Allah vuole causare del male, arriverà nel Giorno della Resurrezione con tutti i suoi peccati così da essere afflitto con la punizione che merita

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che uno dei segni che indica che Allah vuole fare del bene per il Suo servo, è di punirlo in questo mondo per i suoi peccati. Una volta che un servo riceve quella punizione terrena, egli abbandona questa vita senza alcun peccato su cui essere interrogato nel Giorno della Resurrezione. Inoltre, chiunque viene punito in questo mondo riceverà un calcolo facile nell'Altra Vita. Se Allah non punisce il servo in questo mondo per i suoi peccati, è un segno che Allah intende il male per lui nel Giorno del Giudizio. Di conseguenza, nel Giorno del Giudizio questo servo riceverà una punizione proporzionata alle sue azioni.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith esorta i Musulmani ad essere pazienti con le afflizioni e contenti con il Decreto Divino, poichè queste maniere rappresentano tutto il bene per loro.

Lezioni estratte dal Hadith

1) Tra i segni che indicano l'intenzione di Allah di fare del bene per il Suo servo, è di infliggergli sofferenze in questo mondo come penitenza per i suoi peccati

2) Uno dei segni che Allah intende il male per il Suo servo, è che Egli non lo punisce in questo mondo per le sue cattive azioni, fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della resurrezione per ricevere una punizione proporzionata alle sue azioni

3) Un Muslim deve temere il fatto di stare continuamente bene per paura che possa essere un segno che Allah intende il male per lui

4) Quando un Muslim è in difficoltà, è avvertito di pensare bene di Allah e di sperare per la sua ricompensa

5) Può accadere che l'uomo detesti una cosa che è bene per lui o ami una cosa che è male per lui

6) I Musulmani sono esortati ad essere pazienti con le afflizioni

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pagg. 285-286]

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte quarta)


بسم الله الرحمن الرحيم

Anas (radiAllahu 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Una grande afflizione comporta una grande ricompensa (da Allah); e se Allah, sia Egli Elevato, ama un gruppo di persone, Egli le mette alla prova (affligge); chiunque è soddisfatto sarà meritevole della soddisfazione (da Allah) e chiunque è scontento sarà meritevole dell'ira (di Allah)."
[riportato da At-Tirmidhi (2398) che lo ha classificato come hasan e Ibn Majah (4021)]

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che un Muslim raccoglie una grande ricompensa da Allah per le grandi afflizioni con cui egli soffre, se mantiene la pazienza e la speranza per la ricompensa di Allah. Inoltre, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) enfatizza che quando Allah mette alla prova il Suo servo con un'afflizione, questo è un segno che Allah lo ama. Quindi se il Muslim ha fiducia in Allah e mostra soddisfazione con il Suo Decreto nella speranza della Sua ricompensa, egli meriterà la soddisfazione e la ricompensa di Allah. Ma se egli rimane scontento ed impaziente con il Decreto Divino, egli meriterà l'ira e la punizione di Allah.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith mostra un segno dell'amore di Allah per il Suo servo, e spiega la saggezza di Allah dietro al mettere alla prova il Suo servo con le afflizioni.

Lezioni estratte dal Hadith

1) L'afflizione è un segno dell'amore di Allah per il Suo servo

2) Il tipo di amore, soddisfazione e malcontento attribuiti ad Allah si addicono alla Sua Maestà ed è differente da quello ascritto all'uomo

3) Il Hadith prova che Allah è Saggio nelle Sue azioni

4) Le ricompense sono sempre proporzionate alle azioni

5) I Musulmani sono sollecitati ad essere pazienti con le afflizioni

6) L'uomo può detestare ciò che è bene per lui

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 284]

martedì 22 marzo 2011

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte terza)


بسم الله الرحمن الرحيم

Ibn Mas'ud (radiAllahu 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Non è uno di noi (Musulmani) colui che schiaffeggia le sue guance, lacera i suoi abiti e segue i modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza."
[riportato da Al-Bukhari (1294) e Muslim (103)]

Parole chiave e frasi

1) Nessuno di noi: questa frase è un tipo di minaccia ed essa non significa che la persona che schiaffeggia le proprie guance, lacera i propri vestiti e segue i modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza, sia un miscredente

2) I modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza: questa frase fa riferimento al fatto di lamentarsi sul defunto e di invocare per la propria distruzione

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) minaccia coloro che commettono uno dei peccati menzionati sopra, di atroci conseguenze. Questo poichè compiere quegli atti comporta i seguenti danni: innanzitutto quegli atti riflettono la propria impazienza e il proprio malcontento con il Decreto Divino. Secondo, ci si ferisce schiaffeggiando le proprie guance. Terzo, i propri effetti personali vengono danneggiati dallo strapparsi i vestiti. Quarto, si maledice se stessi e infine commettere uno di questi atti implica una lamentela contro Allah, sia Egli Elevato.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith fornisce una prova della proibizione di mostrare malcontento con il Decreto di Allah, che sia attraverso le parole o le azioni. Esso, inoltre, prova che tale pratica è uno dei peccati maggiori.

Lezioni estratte dal Hadith

1) E' proibito mostrare malcontento verso il Decreto di Allah, che sia con le parole o le azioni. Tale pratica è considerata uno dei peccati maggiori

2) E' obbligatorio per una persona mantenere la pazienza quando viene afflitto con delle tribolazioni

3) I Musulmani sono in dovere di non imitare le pratiche del periodo pre Islamico dell'ignoranza, poichè contraddire la gente di quel periodo è un obiettivo prescritto dal Saggio Legislatore

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 283]

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte seconda)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Hurayra (radiAllah 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Due (cose) si trovano tra gli uomini che equivalgono alla miscredenza: diffamare la discendenza degli altri e lamentarsi sul defunto."
[riportato da Muslim (67)]

Significato generale del Hadith

In questo Hadith, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) sottolinea che due caratteristiche uguali alla miscredenza saranno incessantemente proprie della gente; cioè diffamare la discendenza altrui e lamentarsi sulle afflizioni come segno di malcontento verso il Decreto Divino. Nessuno sarà protetto contro questi due peccati, tranne che con l'aiuto di Allah. Tuttavia, se un Muslim compie un'azione eqivalente alla miscredenza, egli non è considerato un miscredente fintanto che non compia un atto di vera miscredenza.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith fornisce una chiara prova della proibizione di lamentarsi sul defunto, poichè esso è un segno di impazienza e malcontento verso il proprio destino.

Lezioni estratte dal Hadith

1) E' proibito lamentarsi sul defunto, poichè questa è una caratteristica equivalente alla miscredenza ed è considerato un peccato maggiore

2) E' obbligatorio per il Muslim essere paziente con le tribolazioni, poichè la proibizione di lamentarsi sul defunto implica l'obbligo della pazienza

3) Alcuni atti di miscredenza non comportano la propria esclusione dalle pieghe dell'Islam

4) E' proibito diffamare la discendenza altrui

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 282]

mercoledì 9 marzo 2011

amare il Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam)


بسم الله الرحمن الرحيم

n° 1095 - Da Abu Rashid al-Hubrani che disse: Abu Umama al-Bahili mi prese per la mano e disse: Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) mi prese per mano e mi disse: "O Abu Umama! In verità tra i Credenti vi sono quelli che ammorbidiscono (con amore) i loro cuori verso di me."
[Collezionato da Ahmad]


Shaykh Al-Albani (rahimahullah) ha detto: "E il significato di "ammorbidiscono i loro cuori verso di me" è che essi sono dolci ed inclini verso di me con amore e affetto e Allah lo sa meglio. E questo non può essere ottenuto tranne che con l'Ikhlas (la sincerità) e seguendo il Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) più di qualsiasi altro essere umano, poichè Allah ta'Ala ha individuato ciò come una prova per dimostrare che una persona ama veramente Allah, Azza wa Jal.

Allah ha detto:

قُلْ إِنْ كُنْتُمْ تُحِبُّونَ اللَّهَ فَاتَّبِعُونِي يُحْبِبْكُمُ اللَّهُ وَيَغْفِرْ لَكُمْ ذُنُوبَكُمْ

"Dì (o Muhammad): Se (davvero) amate Allah allora seguitemi, Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati." [Al-'Imran, 31]

Non sarebbe ora che quelli che affermano di amare il Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) nei loro discorsi e nei loro nashid (canzoni), che essi tornino ad aderire al vero amore che li porterà all'amore di Allah ta'Ala, così da non essere tra coloro ai quali il poeta ha detto:

Disobbedite al vostro Signore e regalate il vostro amore - Giuro che questa azione è innovativa
Se il vostro amore era sincero, Gli avreste obbedito - In verità uno che ama è obbediente verso colui che ama

[Shaykh Al-Albani - da "Silsilah Ahadith As-Sahihah"]


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