M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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venerdì 11 settembre 2009

digiunare 28 giorni in Ramadan


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: è consentito digiunare soltanto 28 giorni per il mese di Ramadan?

risposta: è confermato nei vasti ahadith dal Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) che il mese non è meno di 29 giorni. Quando viene confermato con una prova Islamicamente valida che il mese di Shawwal è entrato dopo che i Musulmani hanno digiunato soltanto 28 giorni, questo significa che essi non hanno digiunato il primo giorno di Ramadan. Pertanto, devono recuperarlo, poichè non è possibile che il mese sia di 28 giorni. Il mese è soltanto di 29 o di 30 giorni.

[Shaykh 'Abdul-'Aziz Bin Baz - Fatawa Islamiyah, pag. n° 234, vol 2]

mercoledì 9 settembre 2009

la Khutba durante Salatul Tarawih


بسم الله الرحمن الرحيم

A Shaykh Al-Albani (rahimahullah) è stato chiesto:

E' permesso all'Imam del Masjid dare un sermone tra le raka'at durante Salatul Tarawih?

Egli ha risposto:

Può essere consentito e può non essere consentito. Se è per attirare l'attenzione delle persone su una questione immediata, metterle in guardia, ordinarli con il bene e proibirli dal male riguardo essa, allora è un obbligo. Per quanto riguarda il fatto che venga presa come un'abitudine che viene sempre praticata, allora questo è in contraddizione alla Sunnah.

[Silsilat al Huda wan Nur, 656]

Egli ha anche detto:

La preghiera della notte durante Ramadan è legiferata per portare più vicini ad Allah il Potente e il Maestoso con la preghiera, questo è il motivo per cui non vedo che Salatul Tarawih debba essere mischiata con la conoscenza o l'insegnamento e così via, Salatul Qiyam dovrebbe essere l'unico culto eseguito. Per quanto riguarda la conoscenza, allora essa ha il suo tempo e non è specificata in qualche preciso momento, piuttosto dovrebbe essere preso in considerazione il migliore interesse da parte degli studenti.

Questa è la base, e ciò che io intendo con essa è di chiarire che chiunque rende un'abitudine l'insegnamento della gente tra ogni quattro raka'at durante Salatul Qiyam ad esempio, allora questa è una materia recentemente innovata che contraddice la Sunnah.

[Silsilat al Huda wan Nur, 693]

martedì 8 settembre 2009

chiunque chiede in Nome di Allah, non dovrebbe essere rifiutato


بسم الله الرحمن الرحيم

E' riportato sull'autorità di Ibn 'Umar (radiAllahu 'anhuma) che disse: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"Chiunque chiede qualcosa nel Nome di Allah, dateglielo; se qualcuno cerca rifugio nel Nome di Allah, dategli rifugio; se qualcuno vi dà un invito, accettatelo; se qualcuno vi fa una gentilezza, ricompensatelo; ma se non avete i mezzi per farlo, pregate per lui fino a che sentite di averlo ricompensato." [narrato da Abu Dawud e An-Nasa'i che lo ha valutato come autentico]

Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ci ha comandati in questo hadith di aiutare chiunque chiede assistenza nel Nome di Allah in tutto ciò che non comporta disobbedienza ad Allah (subhanahu wa ta'ala) e al Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam); e di proteggere dal male chiunque cerca protezione nel Nome di Allah; e di accettare un invito quando si viene invitati, a condizione che non comporti qualcosa di proibito [1]; e di rispondere in natura a coloro che ci fanno favori; egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha anche detto che, se non siamo in grado di rispondere in natura, allora dovremmo supplicare Allah (subhanahu wa ta'ala) a nome loro fino a che sentiamo di averli ripagati in pieno. Se facciamo tutte queste cose, il risultato sarà di incoraggiare l'amore fraterno, la compassione, la generosità e l'unità tra la comunità Musulmana e porre una fine all'ostilità, alla divisione, al conflitto, all'avarizia e alla discordia.

Benefici derivati da questo hadith

1) L'obbligo di dare a colui che chiede nel Nome di Allah

2) L'obbligo di difendere dal male colui che cerca protezione nel Nome di Allah

3) L'obbligo di accettare l'invito di un fratello Musulmano ad un pasto, un matrimonio, una festa di nascita, etc. a condizione che non comporti qualcosa di proibito

4) L'obbligo di ricompensare coloro che ci fanno del bene

Pertinenza di questo hadith alla materia del capitolo

Che esso prova l'obbligo di dare a chiunque ciò che viene chiesto nel Nome di Allah

Pertinenza di questo hadith alla materia del Tawhid

Che prova che è proibito rifiutare una persone in bisogno quando egli chiede nel Nome di Allah, poichè fare così è mancare di glorificare Allah (subhanahu wa ta'ala), come è Suo Diritto su di noi, e questo è in conflitto con il corretto Tawhid

[1] Ad esempio se si dovesse essere invitati ad una riunione in cui si sta svolgendo il bere bevande alcoliche, il suonare musica, il fumare, il fare giochi di fortuna, non sarebbe obbligatorio partecipare; piuttosto sarebbe obbligatorio declinare l'invito

[Shaykh Muhammad Abdul-Wahhab - da "Kitab at-Tawhid", capitolo 53]

i discorsi vietati durante il Digiuno


بسم الله الرحمن الرحيم

Ci sono cose che non sono permesse (fare) a colui che digiuna, anche se non annullano il suo digiuno. Esse sono chiamate "Mufattirat Ma'nawiyyah" (annullatori figurati). Essi includono: ghiba che è menzionare il vostro fratello in una maniera che egli detesta e namima che è diffondere calunnie tra la gente. Comprende anche insultare, ingiuriare e maledire (le persone) e altre cose dal discorso proibito. Tutti questi fatti sono intollerabili per il Musulmano che stia digiunando oppure no. Tuttavia è più severa (nella proibizione) quando è riferita a colui che digiuna. Questo poichè può rimuovere la ricompensa del suo digiuno, lasciandolo così senza alcun beneficio. L'unica cosa che egli guadagnerebbe è la fatica, la sete e la fame.

Il Profeta (صلى الله عليه وسلم) ha detto: "Chi non smette le false dichiarazioni (tutti i discorsi proibiti) e agisce in accordo ad esse, Allah non ha bisogno della sua astensione dal cibo e dalle bevande." [1]

Queste faccende sono vietate sempre e per sempre, ma sono più severe (nel divieto) quando rapportate a colui che digiuna, poichè o eliminano la ricompensa del proprio digiuno, o la diminuiscono e la forano.

Questo perchè il digiuno -come il Profeta (صلى الله عليه وسلم) ha detto- è uno scudo (ovvero una protezione). Perciò se lo scudo viene perforato, non è utile al suo possessore nè lo protegge dalle frecce del nemico. Ma se lo scudo è forte e solido, egli può usarlo per proteggersi dall'arma del nemico.

Allo stesso modo, se il Siyam è corretto (ovvero compiuto in conformità alla Shari'ah) e privo di ghiba, namima, discorsi falsi e insulti, allora in verità esso lo ripara dalla punizione di Allah. Ma se è un digiuno debole forato da ghiba, namima, insulti, discorsi falsi e ingiurie, allora è un digiuno che non lo proteggerà dal peccato nè dalla punizione.

[1] Al-Bukhari, 1903

[Shaykh Salih ibn Fawzan al-Fawzan - da "La spiegazione di Zaad al-Mustaqni" (2/382-383)]

domenica 6 settembre 2009

restare saldi sul Salafiyyah


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: quali sono alcune cose che tengono una persona salda sul Salafiyyah e lontana dai sentieri dello smarrimento?

risposta: ci sono una serie di cose che aiuteranno qualcuno in questo. Tra di esse:

1) stare vicino alla gente della conoscenza, coloro che sono conosciuti per:

- le loro capacità
- l'essere primi in virtù
- l'essere molto dotti nella conoscenza
- la loro solidità nella conoscenza della Sunnah
- la loro aderenza ad essa
- la loro severità contro la gente dei desideri

E' giusto che essi siano coloro da cui prendere la conoscenza, la conoscenza che è accoppiata alla saggezza.

2) stare lontano dalla gente dell'innovazione e dei desideri, stare lontano dai loro raduni, e non sottoporsi al loro dibattito e discussione

3) leggere i libri scritti dai Salaf, leggerli con gli studiosi se è possibile. Se non è possibile, allora chiedere riguardo le frasi o gli argomenti che sono difficili da comprendere all'interno di questi libri Salafi, chiedendo alla gente della conoscenza riguardo ad essi, affinchè possano chiarire eventuali malintesi che si incontrano

[Shaykh 'Ubayd Al-Jabiri - da una registrazione pubblicata intitolata "Liqa' Maftuh", datata 1424/6/9 (qui l'audio in lingua araba)]