M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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martedì 15 maggio 2012

invocare Allah attraverso i Suoi Bellissimi Nomi


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah, sia Egli elevato, dice:

"E ad Allah appartengono i nomi migliori, perciò invocateLo con quelli. E lasciate [la compagnia di] coloro che praticano la deviazione riguardo i Suoi nomi. Essi saranno ricompensati per quello che hanno fatto." [Al-A'raf, 180]

Ibn Abu Hatim riporta che Ibn 'Abbas dice: "La frase "...coloro che praticano la deviazione riguardo i Suoi nomi..." significa quelle persone che attribuiscono partner ad Allah riguardo i Suoi Bellissimi Nomi.

Ibn 'Abbas ha anche affermato che essi nominavano uno dei loro idoli Al-Lat il cui nome deriva dalla parola Al-Ilah, che è una parola araba che significa "Dio"; ed essi nominavano un altro idolo Al-'Uzza, dalla parola araba Al-'Aziz che significa "l'Elevato in Potenza" (ed è uno dei Bellissimi Nomi di Allah). Commentando questo versetto, Al-A'mash dice: "Inseriscono erroneamente nomi estranei a quelli di Allah."

Pertinenza del Capitolo al Libro del Tawhid

Scrivendo questo capitolo, l'autore intende confutare le false credenze di coloro che cercano mezzi di approccio ad Allah attraverso i defunti. Inoltre, l'autore intende affermare che la maniera lecita per cercare di avvicinarsi ad Allah è invocarLo direttamente attraverso i Suoi Bellissimi Nomi e Divini Attributi.

Al-A'mash

Egli è Sulayman Ibn Mahran, da Kufa. Egli era un faqih, ed un hafiz fidato e devoto. Morì nel 147 AH, che Allah abbia Misericordia di lui.

Parole chiave e frasi

1) i Bellissimi Nomi: i Nomi che hanno raggiunto l'apice di bellezza e non sono eguali a nulla. Quindi, nessun altro nome li può sostituire

2) InvocateLo con quelli: invocate Allah e cercate i mezzi per avvicinarvi a Lui attraverso i Suoi Bellissimi Nomi

3) Lasciate coloro che: allontanatevi da loro e non discutete con loro

4) Praticano la deviazione riguardo i Suoi Nomi: coloro che distorcono i Bellissimi Nomi di Allah. Tali persone o respingono questi Nomi o il loro significato, oppure li rendono nomi per qualche essere creato. Inoltre essi nominano altri dopo il Nome di Allah, così come hanno nominato uno dei loro idoli Al-Lat, il cui nome deriva della parola araba Al-Ilah che significa "il Dio"

5) Essi saranno ricompensati per quello che hanno fatto: questa è una seria minaccia che la punizione verrà inevitabilmente inflitta su di loro

6) Inseriscono erroneamente nomi estranei a quelli di Allah: essi aggiungono altri nomi ai Bellissimi Nomi di Allah, nonostante nè Allah Stesso nè il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) hanno attribuito questi nomi a Lui

Significato generale del versetto del Qur'an

In questo versetto Allah, sia Egli Elevato, proclama che i Suoi Nomi hanno raggiunto il più alto livello di bellezza e perfezione. Di conseguenza, Egli ordina ai Suoi servi di invocarLo e di cercare i mezzi per avvicinarsi a Lui attraverso questi Bellissimi Nomi. Inoltre, Allah ordina ai Suoi servi di dissociarsi da coloro che distorcono questi venerabili Nomi e che in maniera perversa deviano dalla verità. Per quanto riguarda questa gente smarrita, essi riceveranno inevitabilmente la punizione che gli spetta.

Lezioni estratte dal versetto del Qur'an

1) Questo versetto rivela i Nomi e gli Attributi di Allah in un modo appropriato per la Sua Maestà

2) I Nomi di Allah sono Bellissimi


3) Alla gente viene raccomandato di invocare Allah e di cercare i mezzi per avvicinarsi a Lui, usando i Suoi Bellissimi Nomi


4) Alla gente viene proibito di distorcere qualsiasi dei Bellissimi Nomi di Allah, che sia negandoli oppure cambiando i loro significati oppure interpretandoli come nomi per qualche essere creato


5) Ai Musulmani viene raccomandato di allontanarsi dagli ignoranti e da coloro che praticano la deviazione riguardo i Bellissimi Nomi di Allah


6) Il versetto indica una seria minaccia a chiunque altera qualsiasi dei Nomi e degli Attributi di Allah

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 50, pagg. 375-377]

giovedì 16 giugno 2011

la Testimonianza che non vi è alcuna divinità degna di culto oltre Allah


بسم الله الرحمن الرحيم

LA TESTIMONIANZA CHE NON VI E' ALCUNA DIVINITA' DEGNA DI CULTO OLTRE ALLAH, IL SUO SIGNIFICATO, LA SUA VIRTU', IL SUO CUORE E ANIMA E LA SUA VERA ESSENZA, LA SUA DUREVOLEZZA, LA SUA DESCRIZIONE NEL CUORE E LA FELICITA' DELLA SUA GENTE.
Allah ha detto riguardo Ibrahim ('alayhi salam):

قَالَ أَفَرَأَيْتُمْ مَا كُنْتُمْ تَعْبُدُونَ أَنْتُمْ وَآبَاؤُكُمُ الأَقْدَمُونَ فَإِنَّهُمْ عَدُوّ ٌ لِي إِلاَّ رَبَّ الْعَالَمِينَ

"Osservate ciò che voi e i vostri avi avete adorato? In veritò, essi sono miei nemici, tranne il Signore dei Mondi." [Ash-Shu'ara, 75-77]

In altre parole, questa amicizia verso Allah non è valida a meno che vi sia ostilità (verso lo Shirk e la sua gente). In verità, l'obbedienza è per Allah soltanto. Non vi è alcuna obbedienza tranne che attraverso la dissociazione da tutto ciò che è adorato di diverso da Allah.

Allah dice:

قَدْ كَانَتْ لَكُمْ أُسْوَةٌ حَسَنَة ٌ فِي إِبْرَاهِيمَ وَالَّذِينَ مَعَهُ~ُ إِذْ قَالُوا لِقَوْمِهِمْ إِنَّا بُرَآءُ مِنْكُمْ وَمِمَّا تَعْبُدُونَ مِنْ دُونِ اللَّهِ كَفَرْنَا بِكُمْ وَبَدَا بَيْنَنَا وَبَيْنَكُمُ الْعَدَاوَةُ وَالْبَغْضَاءُ أَبَداً حَتَّى تُؤْمِنُوا بِاللَّهِ وَحْدَهُ

"In verità, c'è stato un eccellente esempio per voi in Ibrahim e in quelli con lui, quando dicevano alla loro gente: In verità siamo liberi da voi e da tutto ciò che adorate oltre Allah, vi abbiamo respinti, e tra noi e voi è cominciata ostilità e odio per sempre, fino a quando non crederete in Allah soltanto." [Al-Mumtahana, 4]

Egli dice anche:

وَإِذْ قَالَ إِبْرَاهِيمُ لِأَبِيه ِِ وَقَوْمِهِ~ِ إِنَّنِي بَرَاء ٌ مِمَّا تَعْبُدُونَ  إِلاَّ الَّذِي فَطَرَنِي فَإِنَّه ُُ سَيَهْدِينِ وَجَعَلَهَا كَلِمَة ً بَاقِيَة ً فِي عَقِبِه ِِ لَعَلَّهُمْ يَرْجِعُونَ

"E ricorda quando Ibrahim disse a suo padre e alla sua gente: In verità, io sono innocente di ciò che voi adorate, tranne Lui (cioè, io non adoro nessuno tranne Allah soltanto) che mi ha creato, e in verità Egli mi guiderà. Ed Egli l'ha resa [la dichiarazione La Ilaha Ill-Allah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah soltanto)]una Parola duratura tra la sua discendenza (il Puro Monoteismo), così che possano tornare indietro (cioè, pentirsi ad Allah o ricevere un'ammonizione)." [Az-Zukhruf, 26-28]

Allah ha reso l'obbedienza a Se Stesso e il rifiuto dei falsi dèi una parola duratura, che è stata ereditata dai Profeti e da coloro che li seguono. Questa parola è "non vi è alcuna divinità degna di culto, tranne Allah". Questa è la dichiarazione che il Profeta Ibrahim ha lasciato come redità per coloro che lo seguono fino al Giorno del Giudizio.

I cieli e la terra sono stati eretti su questa Shahada (Testimonianza). Al-Fatir (il Creatore) ha creato tutta la creazione in accordo a questa parola e ha disposto il fondamento della religione su di essa. Le spade del Jihad sono estratte a causa sua. La dichiarazione della Shahada è il solo diritto di Allah su tutti i Suoi servi. Essa è la Parola Guardiana che tutela il sangue, la ricchezza e la progenie in questa vita ed essa serve da salvatrice dalla punizione della tomba e del Fuoco, in seguito. E' una proclamazione che soltanto chi la pronuncia in questa vita, entrerà in Paradiso.

E' una corda. Chi non si aggrappa ad essa, non raggiunge Allah. E' la parola dell'Islam e la chiave ai Giardini della Pace (Paradiso). A causa sua, la gente si è divisa nella (categoria di) miseria o felicità, accettata o rifiutata. A causa di questa testimonianza del merito di Allah di culto, il Kufr (miscredenza) è stato separato dal Iman (fede). Il luogo della felicità è stato distinto dal luogo dell'umiliazione e della miseria. La Shahada è un pilastro che sostiene gli obblighi e gli atti di Sunnah di questa religione. Chiunque le cui ultime parole siano "non vi è alcuna divinità degna di culto, tranne Allah", entra in Paradiso.

Il cuore e l'anima di questa dichiarazione sono il culto di Allah, da solo, attraverso la lode e la glorificazione dei Suoi bei nomi. Dobbiamo avere amore per Lui a causa della Sua grandezza e sublimità. Dal suo profondo, deriva il timore della punizione di Allah e la speranza per la Sua ricompensa. In aggiunta, il risultato di questo è la dipendenza da Allah, il costante volgersi a Lui in pentimento e l'essere desiderosi del Suo bene e terrorizzati dalle Sue punizioni. Questo servo ama Allah soltanto ed ama ciò che Allah ama. Egli ama ciò che è amato da Allah, poichè è un mezzo per aumentare il proprio amore per il suo Signore. Soltanto l'obbediente dipende da Allah e chiede a Lui per qualsiasi necessità. Il servo teme solo Ar-Rahman. Egli giura soltanto attraverso il nome di Allah. Il suo pentimento è soltanto per Allah ed egli non obbedisce ad altro che ai Suoi comandi. Nei momenti di difficoltà, il servo non chiede aiuto o prende rifugio in altro che Allah.

Egli si prostra soltanto ad Allah. Sacrifica il proprio cibo nel nome di Allah. Tutto ciò è unito su una sola parola, quella parola è "non vi è nulla che meriti il culto, tranne Allah". Questa è l'essenza della Shahada.

A causa di questa parola, il Fuoco è stato proibito a colui che sinceramente la afferma. E' impossibile per la persona che sinceramente agisce in accordo a questa parola, entrare nel Fuoco.

Poichè l'Altissimo ha detto:

وَالَّذِينَ هُمْ بِشَهَادَاتِهِمْ قَائِمُونَ

"E quelli che restano saldi sulle loro testimonianze." [Al-Ma'rij, 33]

Egli rimane saldo sulla sua testimonianza esteriormente ed interiormente con tutto il suo cuore e la sua anima.

Il grado delle testimonianza della gente varia. Ci sono quelli la cui testimonianza è come una salma. Ci sono quelli la cui dichiarazione di fede è . Quando viene stimolata, si risveglia. Tra la gente vi sono quelli la cui testimonianza è rilassata. Poi ci sono quelli la cui Shahada è quasi fissa. Nel cuore, questa dichiarazione del merito di Allah di culto, è paragonabile alla posizione dell'anima nel corpo.

In un hadith autentico il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"In verità conosco una parola che qualsiasi servo la dica al momento della morte, la sua anima trova sollievo." [1]

La vita dell'anima è contenuta nella vita di questa parola, proprio come la vita del corpo è nell'esistenza dell'anima.

Inoltre, proprio come colui che muore su questa parola sarà nel Paradiso spostandosi, colui che vive la propria vita in accordo al suo vero significato e agisce di conseguenza, la sua anima si sposta (nella Dunya) nella migliore esistenza. 

وَأَمَّا مَنْ خَافَ مَقَامَ رَبِّه ِِ وَنَهَى النَّفْسَ عَنِ الْهَوَى فَإِنَّ الْجَنَّةَ هِيَ الْمَأْوَى 

"Ma per quanto riguarda colui che ha temuto di stare davanti al suo Signore e ha controllato se stesso dai maligini impuri desideri e dalle lussurie, in verità il Paradiso sarà la sua dimora." [An-Nazi'at, 40-41]

Il Paradiso è l'ultima dimora per il servo obbediente, nel Giorno dell'incontro con il suo Signore. E' un Paradiso di familiarità, amore e intimità con Allah e il forte desiderio per l'incontro con Lui. Quest'anima fortunata gioisce ed è contenta con il suo Signore. In altre parole, l'individuo che gode di un Paradiso temporaneo in questa vita (a causa della sua obbedienza ad Allah) troverà il Paradiso duraturo come sua ultima dimora nella prossima vita.

Dall'altra parte, l'individuo la cui permanenza in Paradiso è stata resa proibita, realizzerà che la proibizione a questo Paradiso è la peggiore delle proibizioni. Comunque, i pii saranno in uno stato di felicità anche se (nella Dunya) la vita era difficile per loro. Contrariamente ai malfattori che saranno nel Fuoco dell'Inferno, anche se la vita di questo mondo è stata resa facile ed estesa a loro.

Allah dice:

فَمَنْ يُرِدِ اللَّهُ أَنْ يَهدِيَه ُُ يَشْرَحْ صَدْرَه ُُ لِلإِسْلاَمِ وَمَنْ يُرِدْ أَنْ يُضِلَّه ُُ يَجْعَلْ صَدْرَه ُُ ضَيِّقاً حَرَجا ً كَأَنَّمَا يَصَّعَّدُ فِي السَّمَاءِ كَذَلِكَ يَجْعَلُ اللَّهُ الرِّجْسَ عَلَى الَّذِينَ لاَ يُؤْمِنُونَ

"Chiunque Allah vuole guidare, Egli apre il suo petto all'Islam e chiunque Egli vuole sviare, Egli rende il suo petto chiuso e ristretto." [Al-An'am, 125]

Quale benedizione è più grande, che avere il vostro petto aperto all'Islam e quale punizione è più amara, che avere il vostro cuore chiuso all'Islam?

Allah dice:

أَلاَ إِنَّ أَوْلِيَاءَ اللَّهِ لاَ خَوْفٌ عَلَيْهِمْ وَلاَ هُمْ يَحْزَنُونَ الَّذِينَ آمَنُوا وَكَانُوا يَتَّقُونَ لَهُمُ الْبُشْرَى فِي الْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَفِي الآخِرَةِ لاَ تَبْدِيلَ لِكَلِمَاتِ اللَّهِ ذَلِكَ هُوَ الْفَوْزُ الْعَظِيمُ   

"Senza dubbio! In verità gli Awliya' di Allah non avranno alcuna paura su di loro, nè avranno afflizione.Coloro che credono e sono soliti temere molto Allah. Per loro vi sono liete novelle, nella vita di questo mondo e nell'Altra Vita. Nessun cambiamento può esserci nelle Parole di Allah, questo è in verità il supremo successo." [Yunus, 62-64]

Il credente sincero verso Allah, è la migliore delle persone e la più ricompensata nella sua condizione vivente. I loro petti sono i più ricettivi alla verità e i loro cuori sono i più felici. C'è un Paradiso temporaneo prima del Paradiso duraturo.

Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"Quando passate dai giardini del Jannah, pascolate in essi." Dissero: "O Messaggero di Allah, quali sono i giardini del Paradiso?" Egli disse: "Le riunioni in cui Allah è stato ricordato." [2]

[1] Musnad Ahmad (n° 187) (sahih)
[2] Sunan at-Tirmidhi (n° 3510) (hasan)

[Imam Ibnul Qayyim al-Jawziyyah (rahimahullah) - da "I peccati e le loro punizioni", pagg. 15-21]

mercoledì 1 giugno 2011

il servo che pronuncia queste parole....


بسم الله الرحمن الرحيم

Imam Ibn Majah (rahimahullah) ha riportato nel suo "Sunan": Libro delle maniere, capitolo 54, "La virtù di la ilaha illallah", n° 3794:
 
Abu Bakr ci ha narrato, dicendo: al-Husayn ibn 'Ali ci ha narrato: da Hamza az-Zayyat: da Abu Ishaq: da al-Agharr, Abu Muslim: che ha testimoniato che Abu Huraira e Abu Sa'id hanno testimoniato: che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:
 
Quando il servo dice la ilaha illallah wallahu akbar (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah e Allah è il Più Grande), Allah il Potente e il Maestoso dice: "Il Mio servo ha parlato la verità: nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Me e Io sono il Più Grande (di ogni cosa)."
 
E quando il servo dice la ilaha illallah wahdah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah, da solo), Egli dice: "Il Mio servo ha parlato la verità: nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Me, da solo."
 
E quando egli dice la ilaha illallah la sharika lah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah, Egli non ha alcun socio), Egli dice: "Il Mio servo ha parlato la verità: nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Me, ed Io non ho alcun socio."
 
E quando egli dice la ilaha illallah lahul-mulku wa lahul-hamd (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah, la Sovranità è Sua e tutta la Lode è per Lui), Egli dice: "Il Mio servo ha parlato la verità: nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Me. La Sovranità è Mia e tutta la Lode è per Me."
 
E quando egli dice la ilaha illallah wa la hawla wa la quwwata illa billah (nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah e non c'è movimento e non c'è capacità tranne che con l'aiuto di Allah), allora Egli dice: "Il Mio servo ha parlato la verità: nessuno ha il diritto di essera adorato tranne Me e non c'è movimento e non c'è capacità tranne che con il Mio aiuto."
 
Abu Ishaq ha detto: poi al-Agharr ha detto qualcosa che non ho capito. Egli ha detto: Così ho detto ad Abu Ja'far: "Cosa ha detto?" Egli ha detto:
 
"Il Fuoco (dell'Inferno) non toccherà la persona a cui viene concesso di dire queste parole prima di morire."
 
Shaykh al-Albani (rahimahullah) ha dichiarato questo hadith "sahih" in "as-Sahihah", n° 1390

martedì 29 marzo 2011

l'ostentazione (parte terza)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Sa'id (radiAllahu 'anhu) ha narrato: Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Volete che vi dica ciò che io temo per voi, più dell'Anticristo?" Essi (i Compagni) dissero: "Sì, o Messaggero di Allah!" Egli disse: "(Esso) è il politeismo nascosto, ovvero una persona sta in preghiera e se vede qualcuno che lo guarda, egli prova ad abbellire la sua preghiera."
[riportato da Ibn Majah (4204) e Ahmad in Al-Musnad (3/30)]

Parole chiave e frasi

1) Anticristo: colui che causerà la più grande fitna (prova), poco tempo prima del Giorno della Resurrezione

2) Politeismo nascosto: l'avverbio "nascosto" è inserito prima della parola "politeismo", poichè la propria azione sembra essere offerta ad Allah anche se è intesa per divinità diverse da Lui

3) Abbellisce la sua preghiera: per renderla più lunga e compierla perfettamente

Significato generale del Hadith

Mentre i Compagni stavano parlando della fitna (prova) dell'Anticristo esprimendo i loro timori per quell'evento, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) si unì a loro. Commentando l'argomento sotto discussione, egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) li informò che c'era una questione che egli temeva per loro più dell'Anticristo; cioè attribuire partner ad Allah quando si compie la propria intenzione che è invisibile alla gente. Poi egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) spiegò che questo tipo di politeismo è rappresentato dall'interesse che uno ha nell'attirare l'ammirazione della gente abbellendo il proprio operato, che è presumibilmente inteso per amore di Allah.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith racchiude una spiegazione dell'atto di ostentazione ed un avvertimento contro l'avvicinamento ad esso.

Lezioni estratte dal Hadith

1) Il Hadith mostra la pietà del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) verso la sua nazione e la sua preoccupazione nel consigliarli

2) L'ostentazione è più pericolosa per la gente retta che la fitna (prova) dell'Anticristo

I Musulmani devono essere prudenti dal cadere nell'ostentazione o in qualsiasi altro tipo di politeismo

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 290-291]

venerdì 25 marzo 2011

l'ostentazione (parte seconda)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Hurayra (radiAllahu 'anhu) narra che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Allah, sia Egli Benedetto ed Elevato, ha detto: Io sono l'Unico che non ha mai bisogno di un socio. Se qualcuno fa qualcosa in cui associa qualcun'altro con Me, lo abbandonerò a colui che associava con Me."
[riportato da Muslim (2985), Ahmad (2/301, 435), Ibn Majah (4202) e Ibn Khuzayma (938)]

Parole chiave e frasi

1) Associa qualcun'altro con Me: si intende rivolgere il proprio operato per divinità diverse da Allah

2) Lo abbandonerò a colui che associava con Me: Allah non accetterà il suo operato e lo abbandonerà alla sua falsa divinità

Significato generale del Hadith

Questo è un Hadith Qudsi (Divino) poichè il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) comunica le Parole di Allah, l'Onnipotente e Sempre Maestoso. Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) narra che Allah rifiuta qualsiasi azione intesa per altri oltre a Lui, attraverso l'ostentazione o simili. In verità, Allah accetta soltanto l'azione offerta interamente a Lui.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith indica che Allah rifiuta qualsiasi azione intesa per ostentazione o intaccata da qualsiasi altro atto di politeismo.

Lezioni estratte dal Hadith

1) I Musulmani sono messi in guardia dall'accostarsi a qualsiasi atto di politeismo, poichè esso causa il rifiuto dell'azione da parte di Allah

2) L'obbligo di offrire sinceramente il proprio operato ad Allah e di liberarsi in modo puro da qualsiasi tipo di politeismo

3) Questo Hadith prova che Allah Basta a Se Stesso

4) Esso fornisce anche una prova del fatto che Allah è in possesso del discorso

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 289]

l'ostentazione (parte prima)


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah, sia Egli Elevato, dice:

"Dì: Io sono soltanto un uomo come voi, a cui è stato rivelato che il vostro dio è un unico Dio. Perciò chiunque spera nell'incontro con il suo Signore, compia il giusto operato e non associ nessuno nel culto del suo Signore." [Al-Kahf, 110]

Pertinenza del capitolo al Libro del Tawhid

Poichè l'ostentazione viola i requisiti indispensabili del monoteismo e rende le proprie buone azioni nulle ed inutili, l'autore intende -in questo capitolo- ammonire i Musulmani contro di essa.

Parole chiave e frasi

1) Dì: Allah rivolge un comando al Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) per parlare alla gente

2) Un uomo come voi: non un dio o una creatura soprannaturale

3) Spera nell'incontro con il suo Signore: teme il Giorno della Resurrezione e desidera ardentemente vedere Allah nel Giorno della Resurrezione

4) Giusto operato: le buone azioni che sono sinceramentte offerte ad Allah e che soddisfano le norme della Shari'ah (la Legge Islamica)

5) Non associ nessuno nel culto del suo Signore: tenersi lontani dall'ostentazione e offrire le azioni basate sulla Shari'ah soltanto ad Allah

Significato generale del versetto del Qur'an

In questo versetto Allah, sia Egli Elevato, comanda al Suo Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) di informare la gente che egli è un uomo comune proprio come loro, non in possesso di alcun attributo di Signoria o Divinità. Piuttosto la missione del Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) era di comunicare alla gente ciò che Allah gli rivelava. La più significante rivelazione ispirata a lui, è che Allah è il Solo Unico meritevole di adorazione e che è proibito associare qualcuno con Lui nel culto. La gente ritornerà inevitabilmente ad Allah nel Giorno della Resurrezione. Quindi, chiunque spera nella salvezza in quel giorno, deve perseverare nel compiere le buone azioni che sono in accordo alla Shari'ah ed offrirle soltanto ad Allah.

Pertinenza del versetto del Qur'an al capitolo

Questo versetto implica un comando da parte di Allah al Suo servo, di essere sincero nel suo culto ad Allah. La sincerità nella propria adorazione comporta il fatto di evitare l'ostentazione che è un atto di politeismo.

Lezioni estratte dal versetto del Qur'an

1) L'essenza della religione è di dedicare il proprio culto soltanto ad Allah

2) L'ostentazione nel culto, è un tipo di politeismo

3) I politeisti commettono politeismo riguardo alle questioni del culto

4) Alla gente è proibito adorare altri insieme ad Allah, che siano idoli, profeti, persone rette o qualsiasi altro

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 35, pagg. 287-288]

mercoledì 23 marzo 2011

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte quinta)


بسم الله الرحمن الرحيم

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Quando Allah vuole fare il bene per il Suo servo, Egli gli dà la punizione (per i peccati che egli commette) in anticipo in questo mondo; ma quando Egli vuole causare il male al Suo servo, Egli sospende la punizione per i suoi peccati fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione (per ricevere un compenso proporzionato alle sue azioni)."
[riportato da At-Tirmidhi (2398), Ahmad (4/87) e Al-Hakim (1/349)]

Poichè questo Hadith e il precedente sono riportati da At-Tirmidhi con la stessa catena di trasmettitori e lo stesso Compagno (narratore), l'autore del libro li prende come un unico Hadith

Parole chiave e frasi

1) Gli dà la punizione in anticipo in questo mondo: Allah infligge sofferenze sul Suo servo a causa dei suoi peccati, così che egli abbandoni questa vita senza alcun peccato

2) Fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione (per ricevere un compenso proporzionato alle sue azioni): il servo disobbediente di Allah a cui Allah vuole causare del male, arriverà nel Giorno della Resurrezione con tutti i suoi peccati così da essere afflitto con la punizione che merita

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che uno dei segni che indica che Allah vuole fare del bene per il Suo servo, è di punirlo in questo mondo per i suoi peccati. Una volta che un servo riceve quella punizione terrena, egli abbandona questa vita senza alcun peccato su cui essere interrogato nel Giorno della Resurrezione. Inoltre, chiunque viene punito in questo mondo riceverà un calcolo facile nell'Altra Vita. Se Allah non punisce il servo in questo mondo per i suoi peccati, è un segno che Allah intende il male per lui nel Giorno del Giudizio. Di conseguenza, nel Giorno del Giudizio questo servo riceverà una punizione proporzionata alle sue azioni.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith esorta i Musulmani ad essere pazienti con le afflizioni e contenti con il Decreto Divino, poichè queste maniere rappresentano tutto il bene per loro.

Lezioni estratte dal Hadith

1) Tra i segni che indicano l'intenzione di Allah di fare del bene per il Suo servo, è di infliggergli sofferenze in questo mondo come penitenza per i suoi peccati

2) Uno dei segni che Allah intende il male per il Suo servo, è che Egli non lo punisce in questo mondo per le sue cattive azioni, fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della resurrezione per ricevere una punizione proporzionata alle sue azioni

3) Un Muslim deve temere il fatto di stare continuamente bene per paura che possa essere un segno che Allah intende il male per lui

4) Quando un Muslim è in difficoltà, è avvertito di pensare bene di Allah e di sperare per la sua ricompensa

5) Può accadere che l'uomo detesti una cosa che è bene per lui o ami una cosa che è male per lui

6) I Musulmani sono esortati ad essere pazienti con le afflizioni

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pagg. 285-286]

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte quarta)


بسم الله الرحمن الرحيم

Anas (radiAllahu 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Una grande afflizione comporta una grande ricompensa (da Allah); e se Allah, sia Egli Elevato, ama un gruppo di persone, Egli le mette alla prova (affligge); chiunque è soddisfatto sarà meritevole della soddisfazione (da Allah) e chiunque è scontento sarà meritevole dell'ira (di Allah)."
[riportato da At-Tirmidhi (2398) che lo ha classificato come hasan e Ibn Majah (4021)]

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che un Muslim raccoglie una grande ricompensa da Allah per le grandi afflizioni con cui egli soffre, se mantiene la pazienza e la speranza per la ricompensa di Allah. Inoltre, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) enfatizza che quando Allah mette alla prova il Suo servo con un'afflizione, questo è un segno che Allah lo ama. Quindi se il Muslim ha fiducia in Allah e mostra soddisfazione con il Suo Decreto nella speranza della Sua ricompensa, egli meriterà la soddisfazione e la ricompensa di Allah. Ma se egli rimane scontento ed impaziente con il Decreto Divino, egli meriterà l'ira e la punizione di Allah.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith mostra un segno dell'amore di Allah per il Suo servo, e spiega la saggezza di Allah dietro al mettere alla prova il Suo servo con le afflizioni.

Lezioni estratte dal Hadith

1) L'afflizione è un segno dell'amore di Allah per il Suo servo

2) Il tipo di amore, soddisfazione e malcontento attribuiti ad Allah si addicono alla Sua Maestà ed è differente da quello ascritto all'uomo

3) Il Hadith prova che Allah è Saggio nelle Sue azioni

4) Le ricompense sono sempre proporzionate alle azioni

5) I Musulmani sono sollecitati ad essere pazienti con le afflizioni

6) L'uomo può detestare ciò che è bene per lui

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 284]

martedì 22 marzo 2011

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte terza)


بسم الله الرحمن الرحيم

Ibn Mas'ud (radiAllahu 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Non è uno di noi (Musulmani) colui che schiaffeggia le sue guance, lacera i suoi abiti e segue i modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza."
[riportato da Al-Bukhari (1294) e Muslim (103)]

Parole chiave e frasi

1) Nessuno di noi: questa frase è un tipo di minaccia ed essa non significa che la persona che schiaffeggia le proprie guance, lacera i propri vestiti e segue i modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza, sia un miscredente

2) I modi e le tradizioni del periodo pre Islamico dell'ignoranza: questa frase fa riferimento al fatto di lamentarsi sul defunto e di invocare per la propria distruzione

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) minaccia coloro che commettono uno dei peccati menzionati sopra, di atroci conseguenze. Questo poichè compiere quegli atti comporta i seguenti danni: innanzitutto quegli atti riflettono la propria impazienza e il proprio malcontento con il Decreto Divino. Secondo, ci si ferisce schiaffeggiando le proprie guance. Terzo, i propri effetti personali vengono danneggiati dallo strapparsi i vestiti. Quarto, si maledice se stessi e infine commettere uno di questi atti implica una lamentela contro Allah, sia Egli Elevato.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith fornisce una prova della proibizione di mostrare malcontento con il Decreto di Allah, che sia attraverso le parole o le azioni. Esso, inoltre, prova che tale pratica è uno dei peccati maggiori.

Lezioni estratte dal Hadith

1) E' proibito mostrare malcontento verso il Decreto di Allah, che sia con le parole o le azioni. Tale pratica è considerata uno dei peccati maggiori

2) E' obbligatorio per una persona mantenere la pazienza quando viene afflitto con delle tribolazioni

3) I Musulmani sono in dovere di non imitare le pratiche del periodo pre Islamico dell'ignoranza, poichè contraddire la gente di quel periodo è un obiettivo prescritto dal Saggio Legislatore

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 283]

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte seconda)


بسم الله الرحمن الرحيم

Abu Hurayra (radiAllah 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Due (cose) si trovano tra gli uomini che equivalgono alla miscredenza: diffamare la discendenza degli altri e lamentarsi sul defunto."
[riportato da Muslim (67)]

Significato generale del Hadith

In questo Hadith, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) sottolinea che due caratteristiche uguali alla miscredenza saranno incessantemente proprie della gente; cioè diffamare la discendenza altrui e lamentarsi sulle afflizioni come segno di malcontento verso il Decreto Divino. Nessuno sarà protetto contro questi due peccati, tranne che con l'aiuto di Allah. Tuttavia, se un Muslim compie un'azione eqivalente alla miscredenza, egli non è considerato un miscredente fintanto che non compia un atto di vera miscredenza.

Pertinenza del Hadith al capitolo

Questo Hadith fornisce una chiara prova della proibizione di lamentarsi sul defunto, poichè esso è un segno di impazienza e malcontento verso il proprio destino.

Lezioni estratte dal Hadith

1) E' proibito lamentarsi sul defunto, poichè questa è una caratteristica equivalente alla miscredenza ed è considerato un peccato maggiore

2) E' obbligatorio per il Muslim essere paziente con le tribolazioni, poichè la proibizione di lamentarsi sul defunto implica l'obbligo della pazienza

3) Alcuni atti di miscredenza non comportano la propria esclusione dalle pieghe dell'Islam

4) E' proibito diffamare la discendenza altrui

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pag. 282]

lunedì 21 marzo 2011

fede e pazienza con il Decreto di Allah (parte prima)


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah, sia Egli elevato, dice:

"...E chiunque crede in Allah, Egli guiderà il suo cuore..." [At-Taghabun, 11]

'Alqama dice: "Questo versetto descrive l'uomo che, quando afflitto con una tribolazione, crede che essa sia predestinata da Allah e quindi rimane soddisfatto e affida se stesso al Volere di Allah."

'Alqama (il narratore)

Il suo nome completo è Alqama Ibn Qays Ibn 'Abdullah Ibn 'Alqama. Egli nacque al tempo del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e fu uno dei più grandi studiosi fidati tra i Successori dei Compagni. Egli morì dopo il 60 H., che Allah abbia misericordia di lui.

Pertinenza del capitolo al Libro del Tawhid

In questo capitolo, l'autore evidenzia l'obbligo di mostrare pazienza con il Decreto di Allah e la proibizione di essere scontenti con esso, poichè tale malcontento viola la perfezione della propria fede.

Parole chiave e frasi

1) Fede: pronunciare la propria fede in Allah con la propria lingua, mantenerla nel proprio cuore e trasformarla nella pratica con gli organi del proprio corpo

2) Pazienza: trattenersi dal malcontento con il Decreto di Allah, dominare la propria lingua dal lamentarsi o dal mostrare insoddisfazione, così come trattenersi dallo schiaffeggiarsi le guance e/o strapparsi i vestiti quando si è afflitti da una tribolazione

3) Chiunque crede in Allah: chiunque crede che la tribolazione con cui è afflitto sia predestinata da Allah, e quindi dice: "Ad Allah apparteniamo e a Lui è il nostro ritorno"

Significato generale del versetto del Qur'an

In questo versetto Allah, sia Egli elevato, afferma che se la persona afflitta con una tribolazione accetta il suo destino con pazienza e spera nella Divina ricompensa, credendo che quello sia il Decreto di Allah, allora Allah guiderà il suo cuore e lo risarcirà per qualsiasi perdita terrena. Inoltre, Allah può concedergli (qualcosa) migliore di ciò che gli è stato preso.

Pertinenza del versetto del Qur'an al capitolo

Questo versetto fornisce una chiara prova dei meriti dell'essere pazienti con le tribolazioni dolorose predestinate da Allah.

Lezioni estratte dal versetto del Qur'an

1) Ci sono grandi meriti nel mantenersi pazienti quando si è afflitti con dolorose tribolazioni che sono predestinate da Allah

2) L'azione è una delle parti essenziali della fede

3) Mostrare pazienza nei momenti difficili è un mezzo per avere il proprio cuore guidato da Allah

4) La guida è una delle ricompense che Allah concede in cambio della pazienza

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "al-Mulakhas fi Sharh Kitab at-Tawhid" (breve commentario del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad 'Abdul-Wahhab), capitolo 34, pagg. 279-281]

sabato 26 febbraio 2011

la prima cosa a cui invitare: il Tawhid (il Monoteismo Islamico)


بسم الله الرحمن الرحيم

7) Supponiamo di andare dalla gente che vive nel deserto e di trovare che essi stanno sacrificando gli animali per altri che Allah e che stanno cercando il giudizio presso i loro capi (e non nel Qur'an e nella Sunnah). E supponiamo che essi conoscano davvero poco delle questioni legate alla purezza (come l'abluzione, la rimozione dell'impurità, etc.). Quali dovrebbero essere le nostre priorità nell'invitarli alla Via di Allah?

E' di primaria importanza per voi, chiamarli al Tawhid (Monoteismo Islamico) e metterli in guardia e proibire loro lo Shirk (associare soci ad Allah nel culto). Quando il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) mandò Mu'adh (radiAllahu 'anhu) in Yemen, egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse:

"Lascia che la prima questione a cui li chiami,sia la testimonianza che: Nessuno ha il diritto di essere adorato tranne Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah."

Dobbiamo dare preferenza a questo su tutte le questioni. In seguito, dovremmo invitarli alla preghiera, alla Zakat, al digiuno, al Hajj e alle altre legislazioni della Religione.


[Shaykh al-'Uthaymin - da "Il risveglio Islamico", pag. 109]

=> La Metodologia nella Chiamata ad Allah (contiene il hadith sopra citato e la sua spiegazione approfondita) <=

=> L'importanza del Tawhid <=


giovedì 7 ottobre 2010

i doveri fondamentali


بسم الله الرحمن الرحيم

In verità attenersi al Libro e alla Sunnah –nelle materie di aqidah (credo) e manhaj (metodologia)- è una questione obbligatoria per ogni Musulmano.

E’ doveroso per noi attaccarci al Libro di Allah e alla Sunnah del Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam). In tutte le materie. Quindi dobbiamo attaccarci a ciò con cui il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) venne; nella sua totalità.

E in una delle dichiarazioni comprensive che maggiormente somma tutta la religione; è il famoso hadith conosciuto come “il hadith di Jibril”.

Come narrato dal Khalifa Guidato, ‘Umar ibn al-Khattab (radiAllahu ‘anhu) che disse:

“Un giorno mentre eravamo seduti con il Messaggero di Allah, apparve di fronte a noi un uomo i cui abiti erano estremamente bianchi e i cui capelli erano estremamente neri; nessun segno di viaggio era visibile su di lui e nessuno di noi lo conosceva. Egli camminò e si sedette dal Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam). Appoggiando le proprie ginocchia contro le sue e ponendo i palmi delle sue mani sulle sue cosce, disse: “O Muhammad, dimmi riguardo l’Islam.”

Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) disse: “L’Islam è testimoniare che non vi è alcun dio degno di culto se non Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah, compiere le preghiere, pagare la zakat, digiunare in Ramadan, e fare il pellegrinaggio alla Casa se siete in grado di farlo.”

Egli disse: “Hai parlato correttamente” e noi fummo meravigliati del fatto che lui gli avesse chiesto e dicesse di testimoniare che egli aveva parlato correttamente.”

Questo è a causa del normale comportamento di uno che è ignorante quando chiede qualcosa; significa che egli non la sa. E quindi egli non dice a colui a cui ha chiesto “tu hai parlato la verità”. Piuttosto colui che dice questo, è una persona che ha una precedente conoscenza e non una persona che sta chiedendo e non conosceva quella risposta.

(il hadith continua)

“Egli disse: “Dimmi riguardo l’Iman”

Egli disse: “E’ credere in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, e nell’Ultimo Giorno, e credere nel Decreto Divino, sia il bene che il male di ciò.”

Egli disse: “Hai parlato correttamente.” Egli disse: “Dimmi riguardo l’Ihsan.”

Egli disse: “E’ adorare Allah come se Lo stessi vedendo, e mentre tu non Lo vedi veramente, Lui vede te.”

Egli disse: “Dimmi riguardo l’Ora.”

Egli disse: ”Colui al quale è stata fatta la domanda non lo sa meglio di colui che ha fatto la domanda.”

Egli disse: “Dimmi riguardo i suoi segni.”

Egli disse: “Che la schiava partorirà la sua padrona e che vedrai i pastori a piedi scalzi, nudi e bisognosi in competizione per costruire gli edifici più alti.”

Poi se ne andò ed io rimasi per un tempo. Poi egli disse: “O ‘Umar, sai chi era colui che domandava?” Io dissi: “Allah e il Suo Messaggero lo sanno meglio.” Egli disse: “Era Jibril, che è venuto da voi ad insegnarvi la vostra religione.” [Muslim]

Quindi Jibril arrivò in questa strana immagine che impressionò ‘Umar (radiAllahu ‘anhu); egli (Jibril) venne su ordine di Allah.

Questo è poiché Allah l’Elevato dice:

“E noi (angeli) non discendiamo se non attraverso il Comando del vostro Signore.” [Maryam, 64]

Quindi Jibril non venne se non per comando di Allah.

Ed una volta accadde che la rivelazione fu più lenta o ritardata – non come il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) si aspettava.

Perciò egli domandò a Jibril (quando egli finalmente arrivò); e così Allah l’Unico Libero da Ogni Difetto, l’Elevato, rivelò questo aya:

“E noi (angeli) non dicendiamo se non attraverso il Comando del vostro Signore (O Muhammad, sallAllahu ‘alayhi wa sallam). A Lui appartiene ciò che è davanti a noi e ciò che è dietro di noi e ciò che è tra quei due, e il vostro Signore non è mai smemorato.” [Maryam, 64]

(tornando indietro al hadith) vediamo il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) dire: “egli è venuto ad insegnarvi la vostra religione…”

Poiché queste grandi domande (che Jibril ha posto) comprendono i pilastri dell’Islam, e i pilastri dell’Iman, e il terzo grado, l’Ihsan. E i testi del Qur’an e della Sunnah girano intorno a questi principi e si diramano insieme le credenze e i rapporti sociali e le altre cose.

Egli ha menzionato i pilastri dell’Islam, e i pilastri dell’Iman poiché questi sono un dovere. Essi sono un dovere in cui credere per tutti i Musulmani; tale che se uno di questi pilastri viene dimenticato, allora egli non ha creduto in esso (nell’Islam); ed egli non è un muslim né un mu’min.

Ed egli ha dichiarato che i pilastri dell’Islam sono cinque, proprio come nel hadith di ‘Umar (radiAllahu ‘anhu):

“L’Islam è stato costruito su cinque (pilastri): la testimonianza che nessuno è degno di culto tranne Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah, compiere le preghiere, pagare la zakat, eseguire il pellegrinaggio alla Casa, e digiunare in Ramadan.” [accordo Bukhari e Muslim]

Quindi questi sono i pilastri dell’Islam. E la testimonianza che non vi è alcun dio degno di culto tranne Allah, questo è il fondamento dell’intera religione.

E nessuna persona può entrare nell’Islam tranne attraverso di essa. E se egli commette una delle cose che la annullano, allora esce dall’Islam.

[Shaykh Rabi’ ibn Hadi al-Madkhali – da “Tafsir Kalimatu Tawhid” – la spiegazione del significato della dichiarazione del Tawhid]

domenica 1 agosto 2010

concentrarsi sulla chiamata al Tawhid


بسم الله الرحمن الرحيم

La più grande e importante questione è il tema del Credo Islamico, il tema del Tawhid e ciò che si oppone ad esso (ash-Shirk). Il Tawhid è il motivo per cui Allah ha inviato tutti i Messaggeri, rivelato i Libri e creato i Jinn e gli uomini. Il resto delle sentenze, lo hanno poi seguito (al Tawhid). Il Glorificato dice:

وَمَا خَلَقْتُ الْجِنَّ وَالإِنسَ إِلاَّ لِيَعْبُدُونِ

"E non ho creato i Jinn e gli uomini, tranne che per adorarmi." [Adh-Dhariyat, 56]

Questo è il fondamento originario, la più grande comprensione che è la più adatta ad essere scritta dalla gente della conoscenza. E' la più adatta su cui i chiamanti della guida e coloro che aiutano nella diffusione della verità, devono concentrarsi. E' la scienza che merita maggiormente di essere mantenuta e diffusa tra i vari tipi di persone all'interno della società, fino a che essi la capiscano fermamente e stiano lontani da ciò che gli si oppone.

Consiglio i miei fratelli della gente della conoscenza che chiamano ad Allah, il Glorificato, a concentrarsi su questo grande fondamento e di scrivere riguardo ad esso ciò che sono in grado, sotto forma di articoli e opuscoli, fino a che sia diffuso tra tutti gli uomini. Fino a che i governanti e i laici conoscano la grandezza di questa questione e la serietà della sua importanza...

...La prima cosa sulla quale il Messaggero ha agito e che ha stabilito, fu il chiamare la gente al Tawhid e la guida in dettaglio alle modalità di adorazione.

La dichiarazione che fondò la sua chiamata, fu "Nessuno ha il diritto ad essere adorato, tranne Allah". Questo fu l'inizio del forte fondamento, insieme alla dichiarazione che Muhammad era il Messaggero di Allah...

Egli, sallAllahu 'alayhi wa sallam, rimase in Makka per dieci anni sostenendo questa dichiarazione e chiamando la gente al Tawhid di Allah e all'abbandono dello Shirk nonchè chiamando alla rimozione di tutti gli idoli (che venivano adorati). Egli spiegò l'obbligo stabilito sui Jinn e sugli uomini di adorare Allah soltanto e di respingere l'idolatria in cui erano caduti i loro padri e i loro avi.

La maggior parte dei paesi Musulmani sono caduti nell'idolatria a causa dell'ignoranza sul loro estremismo nell'adorazione delle tombe, specialmente le tombe di coloro che essi hanno chiamato Awliyya (quelli che svolgono i comandi di Allah). Hanno preso le moschee come tombe e hanno diretto la maggior parte del loro culto ai morti, atti come la supplica, la ricerca di assistenza, la macellazione, i giuramenti, etc. E questo era anche dovuto alla loro ignoranza di questo fondamento originario (riguardo la Divina Legislazione), poichè la maggior parte dei paesi Musulmani aveva legiferato idee e leggi fatte dall'uomo (che si oppongono alla Divina Legislazione), oltre alla loro opposizione della sentenza da cui Allah e il Suo Messaggero hanno legiferato, che è la più giusta e la migliore di quanto è stato legiferato.

[Shaykh 'Abdul-'Aziz Ibn Baz - da "Majmu' Fatawa wa Maqalat Mutanawa'a"]

venerdì 23 luglio 2010

la chiamata al Tawhid unisce i cuori


بسم الله الرحمان الرحيم



domanda: cosa dite riguardo colui che dice "Perdiamo la gente con la parola Tawhid"?

risposta: questo non è corretto. Il Tawhid (l'Unicità di Allah) è ciò che unisce i cuori, e rende unici i ranghi dei Musulmani, e rende la nazione Musulmana, una nazione. Non saremo una nazione a meno che adoriamo Allah come Unico, rendendo il nostro culto sinceramente per Lui soltanto. Allah l'Elevato ha detto:

"Vogliono che tu faccia compromessi (nella religione, per cortesia) con loro, affinchè essi possano fare compromessicon te." [Al-Qalam, 9]

Significa che i pagani (gli idolatri) amavano per te che tu abbandonassi il Tawhid (l'adorazione di Allah come Unico) e che tu non proclamassi la tua dissociazione dal politeismo; così da lusingarti e amarti.

Ma al contrario, il Tawhid è necessario e deve essere proclamato e reso evidente; e colui che lo ama, lo può amare e colui che lo detesta, lo può detestare.

[Shaykh 'Abdul-'Aziz Al ush-Shaykh]

giovedì 1 luglio 2010

il significato di Tawakkul in Allah


بسم الله الرحمان الرحيم

Tawakkul in Allah significa: affidare le questioni a Lui e confidare in Lui per tutte le faccende, e affidare le questioni ad Allah (subhanahu wa ta'ala) e non rivolgersi ad altri che Lui.

Tawakkul in Allah è nelle questioni di 'Aqidah [14], per cui il servo non si rivolge ad altri che Allah (subhanahu wa ta'ala) con il suo cuore; in questo modo egli confida sempre in Allah (subhanahu wa ta'ala), affidando la sua questione a Lui per quanto riguarda tutte le sue faccende.

I politeisti non compiono Shirk e miscredenza con Allah, tranne a causa del fatto che pongono il loro Tawakkul in altro che Lui (subhanahu wa ta'ala) e affidano le loro faccende ad altri che Allah; essi hanno creduto che altri oltre Allah abbiano soddisfatto i loro bisogni, alleggerendo le loro preoccupazioni e respingendo il danno da loro. Quindi essi dipendono dagli idoli, dalle statue, dagli alberi, dalle pietre, dalle tombe e dai morti; confidano nella creazione, su ciò che soltanto Allah (subhanahu wa ta'ala) ha la capacità di fare. Hanno cercato la liberazione per essi, hanno sacrificato (animali) per loro, hanno fatto giuramenti verso di loro e hanno diretto vari tipi di culto a loro poichè hanno fatto affidamento su di loro al posto di Allah (subhanahu wa ta'ala) e hanno pensato che loro potessero beneficiarli o danneggiarli o soddisfare i loro bisogni; per questo, essi non hanno creduto in Allah (subhanahu wa ta'ala) confidando e dipendendo da altri che Lui e dirigendo le loro credenze e i loro atti di culto ad altri che Lui (subhanahu wa ta'ala).

Quindi, il fondamento dello Shirk è porre il Tawakkul in altro che Allah e dipendere da altri che Lui e, dovuto a questo, Allah l'Altissimo ha detto:

وَعَلَى اللَّهِ فَتَوَكَّلُوا إِنْ كُنتُمْ مُؤْمِنِينَ

"...e in Allah ponete la vostra fiducia se siete davvero credenti." [Al-Ma'ida, 23]

Gli Studiosi dicono: "L'anticipazione di 'e in Allah' implica restrizione e ciò significa: ponete il vostro Twakkul in Allah e in nessun altra cosa." Perciò Allah (subhanahu wa ta'ala) ha limitato il Twakkul a Lui e a nient'eltro. "E in Allah..." significa: non in qualcos'altro, "ponete la vostra fiducia se siete davvero credenti." Dunque, Egli ha fatto il segno della fede e del Tawhid: il Tawakkul in Allah.

E per chiunque afferma di essere un credente e un monoteista, nonostante egli ponga il proprio Tawakkul in altro che Allah, che sia nelle pietre, negli alberi, negli idoli, nelle tombe, nelle persone morte, etc. allora in verità il suo detto è una menzogna ed egli non è un credente poichè pone il suo Tawakkul nelle sue faccende, in altro che Allah.

Allo stesso modo, Tawakkul in Allah è nell'adempimento dei propri bisogni terreni nell'ottenere approvvigionamento, nel respingimento dei nemici e del male e del danno da lui.

Tawakkul in Allah è nelle questioni del Din e del mondo; perciò confidate in Allah (subhanahu wa ta'ala) in relazione al vostro 'Aqidah e Tawhid, e confidate in Allah (subhanahu wa ta'ala) per la realizzazione dei vostri bisogni anche se fossero bisogni terreni quali mangiare, bere, vestirsi e ottenere i propri scopi. Allo stesso modo, rendete sempre il vostro Tawakkul in Allah (subhanahu wa ta'ala) e il vostro affidamento su di Lui in ogni faccenda.

Tawakkul non è limitato alle questioni di 'Aqidah e alle questioni di Tawhid, ma piuttosto esso ricopre le questioni terrene e la ricerca di approvvigionamento. Non affidatevi ad altro che Allah per ottenere i vostri scopi, perchè tutte le cose sono nella Mano di Allah (subhanahu wa ta'ala); nella Sua Mano vi sono le chiavi dei cieli e della terra, perciò è obbligatorio che voi poniate il vostro Tawakkul in Lui. Così, i bisogni dei servi sono nella Mano di Allah (subhanahu wa ta'ala), così come può l'uomo porre il Tawakkul in altro che Allah, e confidare in altro che Allah nel suo Din e nella sua vita terrena? Non vi è alcun dubbio che questo sia dall'ignoranza e dall'allontanamento da Allah (subhanahu wa ta'ala), quindi la posizione di Tawakkul è tra le più grandi posizioni della servitù (al-Ubudiyyah).

[14] Ciò in cui l'uomo crede. Viene detto: "Egli ha un buon 'Aqidah", che significa: autentico dal dubbio, e 'Aqidah è un'azione del cuore, ed essa è la fede del cuore in qualcosa e l'attestazione di essa

[Shaykh Salih al-Fawzan - da "Tawakkul (affidamento e fiducia in Allah)", pagg. 19-21]

lunedì 28 giugno 2010

la proibizione di creare immagini


بسم الله الرحمان الرحيم

'Aisha (radiAllahu 'anha) ha narrato che il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"La gente che riceverà la punizione più severa nel Giorno della Resurrezione, sono coloro che provano ad imitare la creazione di Allah."
[Al-Bukhari (2479), Muslim (2107)]

Significato generale del Hadith

Usando un linguaggio deterrente che implica una proibizione, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) dichiara che coloro che fanno immagini o statue riceveranno il più severo castigo nell'Altra Vita. Il motivo è che tali persone perpetrano un crimine atroce poichè essi imitano la creazione di Allah attraverso le immagini e le statue

Pertinenza del Hadith a questo Capitolo

Questo Hadith mette in luce che una severa punizione spetta a chiunque fa immagini o statue, che il che significa che tale azione è un grave reato

Lezioni estratte dal Hadith

- Fare immagini o statue è proibito, non importa come esse siano fatte. Questa azione è considerata come un'imitazione della creazione di Allah

- La punizione nel Giorno della Resurrezione è diversa in accordo ai propri peccati

- Fare immagini o statue è tra i più gravi peccati, ed è inoltre uno dei più grandi peccati

[Shaykh Salih Al-Fawzan - da "Al-Mulkhas Sharh Kitab At-Tawhid" (Breve commento del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad Ibn Abdul-Wahhab)]


=> Creare immagini <=

le afflizioni in questo mondo come penitenza per i peccati


بسم الله الرحمان الرحيم

Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse:

"Quando Allah vuole fare del bene per il Suo servo, Egli gli dà la punizione (per i peccati che commette) in anticipo in questo mondo; ma quando Egli vuole causare del male al Suo servo, Egli sospende la punizione per lui per i suoi peccati fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione. (per ricevere il compenso proporzionato alle sue azioni)."
[At-Tirmidhi (2398), Ahmad (4/87), Al-Hakim (1/349)]

Parole chiave e frasi

- Gli dà la punizione in anticipo in questo mondo: Allah infligge le sofferenze al Suo servo per i suoi peccati, così che egli lasci questa vita senza alcun peccato

- Fino a che egli arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione (per ricevere il compenso proporzionato alle sue azioni): i servi disobbedienti ad Allah ai quali Allah vuole causare il male , arriverà al Giorno della Resurrezione con tutti i suoi peccati così che sia afflitto con la punizione che egli merita

Significato generale del Hadith

In questo Hadith, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che uno dei segni che indicano che Allah vuole del bene per il Suo servo, è punirlo in questa vita per i suoi peccati. Una volta che un servo riceve quella punizione terrena, egli lascia questa vita senza alcun peccato sul quale essere interrogato nel Giorno della Resurrezione. Inoltre, chiunque viene punito in questo mondo, riceverà un facile calcolo nell'Altra Vita. Se Allah non punisce il servo in questo mondo per i suoi peccati, è un segno che Allah intende il male per lui nel Giorno del Giudizio. Di conseguenza, il Giorno del Giudizio, questo servo riceverà una punizione proporzionata alle sue azioni

Pertinenza del Hadith a questo Capitolo

Questo Hadith esorta i Musulmani ad essere pazienti con le afflizioni e soddisfatti con il Decreto Divino, poichè queste maniere attirano tutto il bene per loro

Lezioni estratte dal Hadith

- Tra i segni che indicano l'intenzione di Allah di fare del bene per il Suo servo, è infliggergli sofferenze in questo mondo come penitenza per i suoi peccati

- Uno dei segni che Allah intende il male per il Suo servo, è che Egli non lo punisce per le sue cattive azioni in questo mondo fino a che arriva con i suoi peccati nel Giorno della Resurrezione, per ricevere una punizione proporzionata alle sue azioni

- Un Muslim deve temere quando sta continuamente bene, per paura che possa essere un segno che Allah intende il male per lui

- Quando un Muslim è in difficoltà, egli è ammonito di pensare bene di Allah e di sperare nella Sua ricompensa

- Può accadere che l'uomo detesti una cosa che è un bene per lui, o ami una cosa che è male per lui

- I Muslimin sono incoraggiati ad essere pazienti con le afflizioni

[Shaykh Salih Al-Fawzan - da "Al-Mulkhas Sharh Kitab At-Tawhid" (Breve commento del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad Ibn Abdul-Wahhab)]

domenica 27 giugno 2010

la ricompensa per le afflizioni


بسم الله الرحمان الرحيم

Anas (radiAllahu 'anhu) ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse:

"Una grande afflizione comporta una grande ricompensa (da Allah); e se Allah ama un gruppo di persone, Egli le mette alla prova (le affligge); chiunque è soddisfatto sarà meritevole di soddisfazione (da Allah), e chiunque è insoddisfatto sarà meritevole dell'ira (di Allah)."
[At-Tirmidhi lo ha classificato come un hadith hasan; At-Tirmidhi (2398), Ibn Majah (4021)]

Significato generale del Hadith

In questo Hadith il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) afferma che un Muslim raccoglie una grande ricompensa da Allah per le grandi afflizioni che egli soffre, se mantiene la pazienza e la speranza per la ricompensa di Allah. Inoltre il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) sottolinea che quando Allah mette alla prova il Suo servo con l'afflizione, è un segno che Allah lo ama. Quindi, se il Muslim ha fiducia in Allah e mostra soddisfazione con il Suo decreto nella speranza della Sua ricompensa, egli sarà meritevole di soddisfazione e ricompensa da Allah. Ma se egli rimane insoddisfatto e impaziente con il Decreto Divino, egli sarà meritevole dell'ira e della punizione di Allah

Pertinenza del Hadith al Capitolo

Questo Hadith mostra un segno dell'amore di Allah per il Suo servo, e spiega la saggezza di Allah dietro il fatto di mettere alla prova il Suo servo con le afflizioni

Lezioni estratte dal Hadith

- L'afflizione è un segno dell'amore di Allah per il Suo servo

- Il tipo di amore, soddisfazione, insoddisfazione attribuita ad Allah si addice alla Sua Maestà ed è diversa da quella attribuita all'uomo

- Il Hadith prova che Allah è Saggio nelle Sue azioni

- Le ricompensa sono sempre proporzionate alle azioni

- I Muslimin sono esortati ad essere pazienti con le afflizioni

- L'uomo può detestare ciò che è bene per lui

[Shaykh Salih Al-Fawzan - da "Al-Mulkhas Sharh Kitab At-Tawhid" (Breve commento del libro del Tawhid di Shaykh Muhammad Ibn Abdul-Wahhab)]

domenica 13 dicembre 2009

Cosa è stato detto riguardo uno che non è soddisfatto con un giuramento fatto nel Nome di Allah


بسم الله الرحمن الرحيم

E' riportato da Ibn 'Umar (radiAllahu 'anhu) che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Non giurate sui vostri padri: chiunque giura per Allah (subhanahu wa ta'ala), parli la verità e colui per il quale il giuramento è fatto nel nome di Allah (subhanahu wa ta'ala), dovrebbe essere soddisfatto con esso; e chiunque non è soddisfatto con esso, non è (uno dei servi) di Allah (subhanahu wa ta'ala)." [narrato da Ibn Majah, con un buon Sanad]

In questo Hadith il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) proibisce il giuramento nel Nome di altri che Allah, poichè questo comporta la glorificazione delle creature di Allah e l'umiltà verso di loro e l'Islam non permette l'umiltà verso altri che Allah (subhanahu wa ta'ala). Poi egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) comanda a coloro che giurano nel nome di Allah di parlare la verità, perchè la verità è sempre una virtù, anche nei discorsi qualsiasi, quindi cosa si può dire di un discorso rafforzato da un giuramento nel Nome di Allah? Poi egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ordina che colui al quale viene fatto un giuramento nel Nome di Allah, creda al suo fratello Muslim, a meno che non sia provato che egli non abbia detto la verità, poichè è doveroso per il Muslim pensare bene di suo fratello e chiunque non fa così, Allah (subhanahu wa ta'ala) non ha nulla a che fare con lui.

Benefici derivati da questo Hadith

1) La proibizione di giurare per altri che Allah

2) La permissibilità di giurare per Allah, a condizione che uno sia sincero

3) La proibizione di giurare per Allah su una bugia


4) L'obbligo di accettare la parola di uno che giura per Allah (subhanahu wa ta'ala), a meno che non sia dimostrato che egli ha mentito

Pertinenza di questo Hadith alla materia del capitolo

Che il Hadith prova l'obbligo di accettare la parola di uno che giura per Allah (subhanahu wa ta'ala).

Pertinenza di questo Hadith alla materia del Tawhid

Che prova l'obbligo di accettare la parola di uno che giura per Allah (subhanahu wa ta'ala), poichè così facendo uno sta glorificando Allah (subhanahu wa ta'ala) e questa è una parte della completezza del Tawhid.

[Shaykh Muhammad Abdul-Wahhab - da "Kitab at-Tawhid", capitolo 41]