M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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sabato 6 novembre 2010

i principi da seguire per invitare i miscredenti all'Islam


بسم الله الرحمن الرحيم

135) Quali sono i più importanti principi e indicazioni che un Muslim deve osservare quando invita i miscredenti all'Islam?

Molta gente non distingue tra compiere Da'wa alla via di Allah (subhanahu wa ta'ala) e ordinare il bene o proibire il male; queste sono questioni differenti che hanno bisogno di essere distinte:

- La da'wa alla via di Allah (subhanahu wa ta'ala) è di due tipi: generale e specifica. Il primo tipo implica la pronuncia di lezioni e la scrittura di libri, con il pubblico previsto che sia gente comune. Il secondo tipo comporta l'esecuzione della da'wa ad uno specifico individuo. Questo non è limitato ai miscredenti, anche per i Musulmani che necessitano di da'wa. Ad esempio, uno potrebbe trovare certi Musulmani che compiono peccati maggiori, pensando di essere sulla verità. Tali persone hanno bisogno di qualcuno che li inviti alla verità.

- Una persona che ordina ciò che è bene ha più autorità di un da'i che invita l'altra gente all'Islam. Ordinare agli altri di fare qualcosa richiede un livello di autorità, invece il da'i semplicemente presenta il suo messaggio, avendo solo parole incoraggianti per sostenere il suo messaggio.

- Una persona che elimina il male ed è in grado di eliminarlo con le proprie mani ha più autorità di uno che semplicemente ordina agli altri di compiere buone azioni, che è il motivo per cui il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"Chiunque di voi veda un male, allora lo rimuova con la sua mano; se egli non è in grado di fare così, allora con la sua lingua; e se egli non è in grado di fare così, allora con il suo cuore."

Per quanto riguarda ordinare ciò che è bene, nessuno ordine simile è menzionato. Il Profeta (sallallahu 'alayhi wa sallam) non disse: "Chiunque di voi ordina ciò che è bene, allora lo ordini con la sua mano..."

Tornando alla vostra domanda, dovremmo compiere da'wa al miscredente in quella maniera che è più appropriata al tipo di miscredenza su cui egli è. Quando si invitano quelli che negano l'esistenza di Allah (subhanahu wa ta'ala) -i comunisti, ad esempio- dovremmo chiarire le prove logiche e tangibili che indicano l'esistenza di Allah (subhanahu wa ta'ala). Poichè essi non sono convinti dai testi rivelati, dovremmo concentraci sulle prove logiche, come quella suggerita in questo versetto:

أَمْ خُلِقُوا مِنْ غَيْرِ شَيْءٍ أَمْ هُمُ الْخَالِقُونَ

"Furono creati dal nulla, oppure furono essi stessi i creatori?" [At-Tur, 35]

Durante la battaglia di Badr, i Musulmani catturarono Jubayr Ibn Mat'am (radiAllahu 'anhu) e lo presero come prigioniero. Egli (radiAllahu 'anhu) disse: "Ho sentito il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) recitare [il Qur'an], e quando egli raggiunse questo versetto: "Furono creati dal nulla, oppure furono essi stessi i creatori?" il mio cuore quasi volò via."
Questo gli accadde a causa della potenza dell'argomento del versetto, e a quel punto l'Iman si stabilì nel suo cuore.

Rispondendo alla domanda posta nel versetto, noi diciamo che essi non potevano arrivare ad esistere senza essere creati e che essi devono aver avuto un creatore. Noi sappiamo che non crearono se stessi, poichè prima di arrivare ad essere, non erano esistenti. Qualcosa che non è esistente non crea, quindi visto che non crearono se stessi e visto che non arrivarono ad esistere senza un creatore, essi devono avere un Creatore ed Egli è Allah (subhanahu wa ta'ala).


[Shaykh al-'Uthaymin - da "Il risveglio Islamico", pagg. 295-296]

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