M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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domenica 4 gennaio 2009

le manifestazioni politiche nell'Islam


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: qual è la sua opinione riguardo coloro che dicono che le manifestazioni politiche sono permesse al fine di fare pressione sui leader o sui governi?

risposta: queste manifestazioni non sono dalle azioni dei Musulmani. Esse sono estranee all'Islam e non sono mai state conosciute se non attraverso il modo dei paesi occidentali di miscredenza.

[Shaykh 'Abd al-'Aziz Ar-Rajihi - preso dalla rivista "Safīnah al-Najāh" n° 2, Gennaio 1997]

domanda: le manifestazioni sono considerate un mezzo legittimo di Da'wah?

risposta: in effetti il concetto di manifestazioni è una questione nuova, moderna. Non è stata conosciuta al tempo del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam), nè al tempo dei Khulafa ben guidati, nè al tempo di nessuno dei Compagni (radiAllahu 'anhuma).

Inoltre, il caos e il disordine che sono inclusi in essa, la rendono una questione inammissibile tanto che (include atti come) la rottura di vetri, di porte...etc. Risulta, anche all'interno di essa, la mescolanza tra uomini e donne, giovani e anziani, e simile a quello dalla corruzione e dalla cose detestabili.

Per quanto riguarda la questione di mettere pressione al governo; se si tratta di un governo Musulmano, allora è sufficiente come ammonimento il libro di Allah e la Sunnah del Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam). Questo è il meglio di ciò che potrebbe eventualmente essere proposto prima da qualsiasi Musulmano. Se esso (il governo) è miscredente, allora non si preoccuperebbe nemmeno di questi "manifestanti" e si comporterebbe educatamente con loro in apparenza, mentre interiormente rimarrebbero su ciò che era male. Per questo motivo, riteniamo che le manifestazioni siano azioni detestabili.

Come per le loro dichiarazioni che queste manifestazioni sono pacifiche, allora forse sono pacifiche all'inizio o la prima volta ma poi diventano distruttive. Perciò consiglio i giovani di seguire il percorso di coloro che li hanno proceduti, poichè invero Allah ha elogiato i Muhajirin e gli Ansar e ha lodato coloro che li seguono nella giustizia.

[Shaykh Muhammad bin Salih al-'Uthaymin - aj-Jawab al-Abhar li Fu'ad Siraj pag. 75]

domanda: organizzare manifestazioni allo scopo di risolvere i problemi della Ummah Islamica, è un mezzo di Da'wah?

risposta: La nostra religione non è una religione del caos. La nostra religione è una religione di disciplina, una religione di ordine e di calma e di tranquillità. E le manifestazioni non sono dalle azioni dei Musulmani e non sono qualcosa con cui i Musulmani sono familiari.

E la religione dell'Islam è una religione di pace, una religione di misericordia, una religione di disciplina; non di caos e non di disordine e non (una religione) di incitamento alle tentazioni(fitan). E questa è la religione dell'Islam.

E i diritti si ottengono dal domandare per loro nella maniera legiferata dalla Shari'ah e attraverso i modi legiferati dalla Shari'ah. E le manifestazioni provocano spargimento di sangue e la rovina della ricchezza (dei Musulmani). E tali questioni non sono ammissibili.

[Shaykh Salih al-Fawzan - Kitab al-Fatawa Shar'iyah fil Qidaya 'Asriyah]

domanda: le manifestazioni politiche organizzate ed effettuate da uomini e donne contro i governanti e i governi, sono considerati modi legittimi per correggere le persone? Se qualcuno muore nel corso di tali proteste, egli è quindi considerato un martire?

risposta: non credo che le manifestazioni politiche, nè da parte di uomini che di donne, siano un rimedio (per influenzare i leader). Piuttosto, li vedo come modi che conducono ai peccati e alle sofferenze. Esse causano oppressione della gente e violazione dei loro diritti.

Comunque i modi legiferati Islamicamente sono cose come la scrittura, i consigli sinceri, la chiamata a quello che è buono dai mezzi sicuri - i mezzi utilizzati dalla gente della conoscenza, i Compagni del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e coloro che successivamente li seguirono nella giustizia.

Alcuni mezzi legittimi potrebbero essere di scrivere (ai leader e ai governanti), parlare personalmente con loro, chiamarli o consigliarli. Nessuno dovrebbe diffamarli pubblicamente (durante le lezioni nelle moschee) e in altri luoghi dicendo: "Hanno fatto questo e quello!" e "Tutto questo male è causa loro!"

E da Allah cerchiamo aiuto.

[Shaykh 'Abd al-'Aziz Ibn Baz - preso dalla cassetta "Fatawa al-'Ulama' fi Ta'ah Wulat al-Amr"]

Per quanto riguarda ciò che le persone dichiarano che "Il fine giustifica i mezzi" questo è sbagliato e non è dalla nostra legislazione Islamica. Al contrario, nella legislazione, i mezzi hanno specifiche sentenze e con la condizione che essi siano inizialmente ammissibili. Se i mezzi sono vietati, ad esempio una persona che beve alcool per scopi medicinali, allora anche se ci potrebbe essere un rimedio in esso, è ancora vietato. Quindi, tutti i mezzi non possono avere la stessa sentenza, come il risultato finale. Piuttosto, i mezzi devono essere ammissibili in se stessi.

E non è anche sempre il caso che un servo (di Allah) possa accettare che, poichè certi mezzi hanno avuto successo, gli sia quindi consentito di prenderli. Ad esempio, se un largo gruppo di persone viene a dire "Se organizziamo una manifestazione, questa metterà sotto pressione il leader e allora di conseguenza egli dovrà cambiare e correggere la situazione. Il fine giustifica i mezzi." Noi diciamo che questo è completamente falso, poichè i mezzi in se stessi sono proibiti. In queste azioni, anche se l'obiettivo può essere sincero e necessario, l'origine non è ancora ammissibile. E' proprio come una persona che usa una sostanza proibita come cura. Così, ci sono molti mezzi e metodi che l'intelletto di qualcuno può offrire, ma essi non possono essere giustificati dal risultato finale. Allora questo è sicuramente un falso principio.

I mezzi devono essere permessi in origine e quindi la sentenza del risultato finale è loro applicata; se il risultato finale è permesso, i mezzi sono permessi. Se è obbligatorio, allora i mezzi lo sono altrettanto.

[Shaykh Salih Ali-Shaykh - preso dalla cassetta "Fatawa al-'Ulama fi Hukm al-Tafjirat wal-Muzaharat wal-Ightiyalat"]

sabato 3 gennaio 2009

il Digiuno di 'Ashura (10 Muharram)


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: cos'è obbligatorio da fare per il Musulmano, nel giorno di 'Ashura (decimo giorno di Muharram) ed è obbligatoria Zakat al-Fitr (in quel giorno)?

risposta: è legiferato per il Musulmano digiunare nel giorno di 'Ashura, per quello che è stato confermato dal Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) che ha ordinato di digiunare nel giorno di 'Ashura. Tuttavia quando (il digiuno di) Ramadan fu obbligatorio, chiunque preferiva digiunare ('Ashura) lo faceva e chiunque preferiva non farlo, non lo faceva. E non vi è alcuna Zakat al-Fitr che deve essere pagata nel giorno di 'Ashura, così come vi è in 'Eid al-Fitr dopo il mese di Ramadan.

[The Permanent Committe for Islamic Research and Fatawa - Fatawa al-Lajnah ad-Da'imah lil-Buhuth al-'Ilmiyyah Wal-Ifta vol. 10, pag. 400, n° 10962]


domanda: è permesso digiunare il solo giorno di 'Ashura?

risposta: è consentito digiunare soltanto il giorno di 'Ashura (decimo giorno di Muharram), tuttavia è preferibile digiunare anche il giorno prima o il giorno dopo e questo è stato stabilito dalla Sunnah del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) che ha detto:

"Se sono (ancora) qui il prossimo anno, allora certamente digiunerò il nono (giorno di Muharram)." [riportato da Muslim, Ahmad, Ibn Majah, Ibn Abi Shaybah, at-Tahawi, al-Bayhaqi e al-Baghawi]

Ibn 'Abbas (radiAllahu 'anhuma) ha detto: "...insieme con il decimo (giorno di Muharram)."

[The Permanent Committe for Islamic Research and Fatawa - Fatawa al-Lajnah ad-Da'imah lil-Buhuth al-'Ilmiyyah Wal-Ifta vol. 10, pag. 401, n° 13700]

venerdì 2 gennaio 2009

As-Sawm nei giorni di 'Arafah, 'Ashura e Tasu'a


بسم الله الرحمن الرحيم

1250. Abu Qatadah (radiAllahu 'anhu) ha riferito: al Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) fu chiesto riguardo l'osservanza del Sawm (digiuno) del giorno di 'Arafah. Egli disse: "E' un'espiazione per i peccati dell'anno precedente e dell'anno in corso."
[Muslim]

commento: il nono giorno di Dhul-Hijja è chiamato Yaum-'Arafah. In questo giorn i pellegrini si fermano e stanno in preghiera ad 'Arafat, che è il più importante rituale del Hajj, così tanto che il Hajj è considerato incompleto senza di esso. In quel giorno i pellegrini sono impegnati nel ricordo di Allah e nelle preghiere, poichè quello è il loro più importante atto di culto in quel giorno. Per questo motivo il Sawm non è auspicabile per loro, ma per le altre persone il Sawm ha uno speciale merito. L'importanza e il merito di questo Sawm può essere giudicato dal fatto che esso espia i peccati per due anni consecutivi: l'anno precedente e l'anno in corso. Ma questi peccati si riferiscono unicamente ai peccati minori e non a quelli maggiori, o diventarebbe un mezzo di elevazione della propria condizione.

1251. Ibn 'Abbas (radiAllahu 'anhuma) ha riferito: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) osservava il Sawm (digiuno) nel giorno di 'Ashura e ci ordinò di digiunare in questo giorno.
[Al-Bukhari e Muslim]

commento: 'Ashura è il 10 di Muharram. In un altro hadith si afferma che quando il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) emigrò da Mecca ad Al-Madinah, vide che gli Ebrei stavano digiunando in questo giorno. Domandò loro il motivo per cui stessero facendo questo ed essi risposero che lo facevano perchè Allah aveva garantito al Profeta Musa ('alayhi salam) l'emancipazione da Faraone in questo giorno e quindi osservavano il Sawm in segno della loro gioia. Su questo egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse che nella felicità per il Profeta Musa ('alayhi salam) i Musulmani avevano più diritto di osservare il Sawm che gli Ebrei. Di conseguenza, anche egli osservò il Sawm il 10 di Muharram. Allora egli disse che se avesse vissuto l'anno seguente, avrebbe osservato il Sawm anche il 9 di Muharram, in modo da potersi differenziare dagli Ebrei.
In accordo ad un altro hadith, egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ordinò ai Musulmani di osservare il Sawm durante 'Ashura e in aggiunta un Sawm in più il 9 o l'11 di Muharram in opposizione agli Ebrei. (Musnad Ahmad, vol.4, pag.21, a cura di Ahmad Shakir e Mujamma' Az-Zawaid, Vol.3, pag.188)
Pertanto il rispetto di questi due Sawm in questa occasione, è una Sunnah del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam). Questi due Sawm possono essere osservati sia il 9 e il 10, che il 10 e l'11 di Muharram. E' davvero deprovevole che oggi i Musulmani non seguano questa Sunnah del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ed invece osservino le pratiche senza fondamento delle assemblee di lutto (Majalis), che è un grave peccato commesso dalla Shi'ah.

1252. Abu Qatadah (radiAllahu 'anhu) ha riferito: al Mesaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) fu chiesto riguardo l'osservanza di As-Sawm (il digiuno) nel decimo giorno di Muharram ed egli rispose: "E' un'espiazione per i peccati dell'anno precedente."
[Muslim]

1253. Ibn 'Abbas (radiAllahu 'anhuma) ha riferito: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Se rimango vivo fino al prossimo anno, osserverò anche il digiuno del 9 di Muharram."
[Muslim]

commento: alcune persone pensano queste parole stiano a significare che egli osservaerà il Sawm soltanto il 9 di Muharram. Ma questa interpretazione non è in accordo co gli altri ahadith. Al fine di opporsi agli Ebrei, egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) decise di osservare un Swm in più con quello del 10 di Muharram e lo ordinò ai Musulmani. In relazione a questo, abbiamo citato sopra l'autorità dal Musnad Ahmad. Di conseguenza, i significati che abbiamo dato nella traduzione del testo sono corretti.

[Riyadh-ul-Salihin - capitolo 227, "L'eccellenza di osservare il Sawm nei giorni di 'Arafah, 'Ashura e Tasu'a (il 9 di Muharram)"]

mercoledì 31 dicembre 2008

la Condizione della Lingua Araba nell'Islam


بسم الله الرحمن الرحيم

Per quanto riguarda l'abitudine di parlare l'uno con l'altro in una lingua diversa dalla lingua Araba, che è il simbolo dell'Islam e la lingua del Qur'an, in modo che questa diventi una abitudine nella terra, con i familiari, con i propri amici, al mercato, al momento di affrontare rappresentanti del governo o autorità o quando si parla con la gente della conoscenza, indubbiamente questo è makruh (detestabile) poichè si tratta di essere come dei non Arabi - che è makruh, come affermato in precedenza.

Quindi, quando i primi Musulmani andarono a vivere in Siria e in Egitto dove la gente parlava Greco Bizantino e in Iraq e in Khurasan dove la gente parlava il Persiano e nel nord Africa (al-Maghreb) dove la gente parlava Berbero, essi insegnarono alla gente di questi paesi a parlare Arabo, così che l'Arabo divenne la lingua principale in quelle terre e tutta la gente, Musulmana e kafir, parlava Arabo.
Tale fu anche il caso in Khurasan in passato, poi essi divennero lassisti per quanto riguarda la lingua e cominciarono a parlare Farsi fino a che divenne prevalente e l'Arabo venne dimenticato dalla maggior parte di essi. Senza dubbio questo è detestabile.

Il modo migliore è quello di abituarsi a parlare Arabo, in modo che i giovani lo impareranno nelle loro case e nelle loro scuole, così che il simbolo dell'Islam e la sua gente prevarrà. Ciò renderà più agevole per la gente dell'Islam capire il Qur'an e la Sunnah e le parole dei Salaf, a differenza di una persona che usa una sola lingua per parlare, quindi ne vuole imparare un'altra e lo trova difficile.

Sappiate che il fatto di usare una lingua ha un chiaro e forte effetto sul proprio pensiero, comportamento e impegno religioso. Ha anche l'effetto di far assomigliare alle prime generazioni di questa Ummah, i Compagni e i Tabi'in. Essere come loro migliora il proprio pensiero, impegno religioso e comportamento.

Inoltre, la stessa lingua Araba è parte dell'Islam, e conoscere l'Arabo è un dovere obbligatorio. Se è un dovere per capire il Qur'an e la Sunnah ed essi non possono compresi senza conoscere l'Arabo, allora il mezzo che è necessario per adempiere a questo dovere, diventa anch'esso obbligatorio.

Ci sono cose che sono obbligatorie per tutti gli individui (fard 'ayn) e altre che sono obbligatorie per la comunità o la Ummah (fard kifayah, ovvero se alcune persone li adempiono, il resto sono esentate l'obbligo).

Questo è il significato della narrazione di Abu Bakr Ibn Abi Shaybah che ha detto: 'Isa Ibn Yunus ci ha detto da Thawr da 'Umar Ibn Yazid che 'Umar ha scritto ad Abu Musa al-Ash'ari e ha detto: "Imparate la Sunnah e imparate l'Arabo; imparate il Qur'an in Arabo, perché esso è Arabo."

Secondo un altro Hadith narrato da 'Umar, ha detto: "Imparate l'Arabo perché è parte della vostra religione e imparate come il patrimonio dei defunti deve essere diviso (fara'id) poichè queste sono parte della vostra Religione."

Questo comando di 'Umar, per imparare l'Arabo e la Shari'ah unisce le cose necessarie, poichè la Religione implica la comprensione delle parole e delle azioni. La comprensione dell'Arabo è il modo per capire le parole dell'Islam e la comprensione della Sunnah è il modo per capire le azioni dell'Islam.

[Shaykh ul-Islam ibn Taymiyyah - Iqtida‘us-Siratil-Mustaqim 2/207]

il Principio della Limitazione (tawqif)


بسم الله الرحمن الرحيم

I detti e le azioni della gente sono di due tipi: gli atti di culto sui quali la loro religione è stabilita e le consuete pratiche che sono necessarie per vivere di giorno in giorno.
Dai princìpi della Shari'ah noi sappiamo che gli atti di culto sono gli atti che sono stati prescritti da Allah o che Lui ha approvato; nulla qui deve essere affermato se non attraverso la Shari'ah. Tuttavia, per quanto riguarda le attività mondane della gente, esse sono necessarie per la vita quotidiana. Qui il principio è la libertà di azione; nulla può essere limitato in questo, tranne quello che riguarda ciò che Allah subhanahu wa ta'ala ha limitato. Questo è il caso, poichè ordinare e proibire sono entrambi nelle mani di Allah. Per quello che interessa il culto, ci deve essere un Suo comando riguardo esso. Così, quando è richiesto un comando (da Allah) per stabilire qualcosa, come possiamo noi dire che qualcosa è limitato senza il Suo comando?

Questo è il motivo per cui Ahmad bin Hanbal (rahimahuLlah) e altri giuristi (fuqaha) che basano le loro decisioni sugli ahadith, dicono: "In relazione agli atti di culto, il principio è tawqif" vale a dire, nulla può essere legiferato in questa materia ad eccezione di ciò che Allah Stesso ha legiferato. Se si fa il contrario, si incorre nel rischio di essere inclusi nell'aya:

"Hanno partner (con Allah) che hanno prescritto per loro, nella religione, ciò su cui Allah non ha dato il permesso?" [Ash-Shura, 21]

Ma per quanto riguarda le abitudini di vita, il principio è la libertà poichè nulla può essere limitato in questo, tranne quello che riguarda ciò che Allah Stesso ha vietato. In questo caso, fare il contrario deve essere incluso nel significato del Suo detto:

"Dì: Avete visto ciò che Allah ha fatto scendere su di voi per il vostro sostentamento? Eppure avete reso una parte di esso halal e una parte di esso haram." [Yunus, 59]

[Shaykh ibn Taymiyyah - da "al-Qawa'id al Nuraniyah al Fiqhya" pagg.112 -113]