M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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giovedì 24 febbraio 2011

sulla rivoluzione Egiziana e sui suoi sostenitori (tra cui Muhammad Hassan)


بسم الله الرحمن الرحيم



Nobile Shaykh Muhammad ibn Hadi...ahsan Allahu 'ilaykum.

domanda: abbiamo sentito come il chiamante (Da'iya) Muhammad Hassan stia "benedicendo" la ribellione e chiami ad essa. Cosa dite voi e cosa dice la religione riguardo a ciò? Qual è la sentenza sulla difesa e sulla giustificazione e sulla spiegazione delle sue parole, mentre egli calunnia chiunque lo condanni, e su tutti gli altri che chiamano a queste rivolte e manifestazioni?

risposta: tutta la Lode è per Allah, il Signore di tutto ciò che esiste. Che la pace e le benedizioni siano su Muhammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi Compagni. Per procedere...

Non vi sono dubbi che chi chiama verso queste rivolte e manifestazioni e le spiega in una grande [lodevole] maniera, è stato ingiusto. Poichè egli ha applicato queste nobili descrizioni per queste disgustose, proibite, ingiuste ed immorali azioni.

Ho sentito il discorso di Muhammad Hassan ed è molto triste che quest'uomo che viene chiamato "Da'iya" (un chiamante) stia parlando in questa maniera proibita.

Allah (jalla wa 'ala) dice: "Che nasca tra di voi un gruppo di persone che invitano a tutto ciò che è bene, comandando Al-Mar'uf e proibendo Al-Munkar. E sono loro quelli che hanno successo." [Al-'Imran, 104]

Questa sua chiamata [di Muhammad Hassan] non è una chiamata verso il bene, e nemmeno è una chiamata che comanda ciò che è giusto o proibisce ciò che è sbagliato. Piuttosto, egli chiama verso ciò che è Munkar (proibito). E la protezione di Allah è cercata da questo.

Ho sentito come egli dice di aver personalmente preso parte a questo e di essere stato con i manifestanti nella "Piazza della Liberazione".

Egli dice anche: "Non ascoltate questi distruttori che denigrano e insultano questa benedetta e nobile rivolta che avete provocato per recuperare i vostri diritti legali e giusti che sono stati censurati da un negatore."

Questo è molto strano!

Il nostro Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Un Muslim deve ascoltare ed obbedire in ciò che ama e in ciò che detesta - fino a quando non gli venga ordinata la disobbedienza (ad Allah). Se gli viene ordinata la disobbedienza, allora egli non dovrebbe nè ascoltare nè obbedire [in quella questione]."

Egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha anche detto: "Dopo di me ci sarà un'ingiusta distribuzione dei beni e questioni che voi condannerete." Allora essi (i Compagni) dissero: "O Messaggero di Allah! Cosa ci comandi di fare?" Egli (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Dovete adempiere al vostro dovere..." Cioè ascoltare ed obbedire ai governanti. "E chiedete ad Allah per ciò che è vostro."

Mentre allo stesso tempo quest'uomo [Muhammad Hassan] ha detto: "...per recuperare i vostri diritti legali e giusti che sono stati censurati da un negatore."

Quest'uomo si sottomette alle parole del Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam)? Egli attraversa la via dei Salaf di questa Ummah, tra i suoi (sallAllahu 'alayhi wa sallam) puri e retti Compagni e i pii e migliori Salaf? No! Io giuro per Allah che egli non sta attraversando la loro via.

Piuttosto egli sta attraversando la via degli occidentali e dei kuffar*, che sostengono e chiamano a queste manifestazioni e le giustificano.

[Shaykh Muhammad bin Hadi al-Madkhali]

* nota personale: è chiaro che il Shaykh non sta dando del kafir a Muhammad Hassan, sta semplicemente affermando che egli si ispira (nella questione delle rivolte e delle manifestazioni) ad una metodologia simile ai modi occidentali e dei kuffar

le "rivoluzioni" sono dalla metodologia di Ahlus Sunnah wal Jama'ah?


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: uscire nelle manifestazioni e cominciare le rivoluzioni -così come la crescita dei giovani su quello- è dalla metodologia della gente della Sunnah e del Jama'ah oppure no? Sia che questo venga fatto all'interno delle terre Musulmane che all'esterno? E qual è il vostro consiglio a coloro che hanno istituito questo modo per la Da'wah (chiamata) ad Allah?

risposta: questo è dalla metodologia di Marx e Lenin e simili a loro. E non è dalla metodologia dell'Islam. Le rivoluzioni, lo spargimento di sangue, le fitan (prove) e le tribolazioni, il causare problemi e la metodologia di Marx e Lenin sono tutte unite dagli "Ikhwanul Muslimin" (i Fratelli Musulmani) alla metodologia dei Khawarij ed essi lo chiamano "Islam".

Quello è il loro modo, proprio come [la falsa affermazione de] la musica "Islamica", il socialismo "Islamico", la democrazia "Islamica" e la danza "Islamica". Tutti gli sviamenti vengono portati da loro dall'oriente e dall'occidente, dal passato e dal presente, e coperti col mantello del "Islam". Che Allah renda l'Islam innocente da tutti questi modi.

Allah dice: "Invita (gli uomini, o Muhammad) alla Via del tuo Signore (cioè l'Islam) con saggezza (cioè con la Divina Ispirazione e il Qur'an) e con bella predica e discuti con loro in una maniera che sia migliore." [an-Nahl, 125]

Il Jihad ha i suoi capitoli e le sue condizioni, e nessuno di questi modi Marxisti su cui essi gettano il mantello (la copertura) dell'Islam. Essi prendono i modi rivoluzionari e il socialismo da Marx e Lenin.

Essi hanno preso la democrazia dall'America e hanno detto "Combattiamo l'America", mentre stanno promuovendo l'ideologia Americana. Per Allah, essi la stanno promuovendo.

Istituire i sistemi pluripartitici, cambiare la leadership così spesso, le elezioni, le manifestazioni...sono tutte ideologie Americane. L'America paga miliardi di dollari per diffonderla in tutto il mondo e per conquistare le altre nazioni con essa.

Essi [gli Ikhwanul Muslimin] sono tra i più grandi servitori dell'America e promotori di tale ideologia. E dicono delle altre persone "Sono agenti per l'America".

[Shaykh Rabi' bin Hadi al-Madkhali - dal libro di Fatawa del Shaykh, vol. 1, introduzione "I principi fondamentali della Fede", pag. 509
]

domenica 20 giugno 2010

manifestazioni e proteste (audio di Shaykh Ibn Baz)


بسم الله الرحمان الرحيم



domanda: le manifestazioni politiche organizzate ed effettuate da uomini e donne contro i governanti e i governi, sono considerati modi legittimi per correggere le persone? Se qualcuno muore nel corso di tali proteste, egli è quindi considerato un martire?

risposta: non credo che le manifestazioni politiche, nè da parte di uomini che di donne, siano un rimedio (per influenzare i leader). Piuttosto, li vedo come modi che conducono ai peccati e alle sofferenze. Esse causano oppressione della gente e violazione dei loro diritti.

Comunque i modi legiferati Islamicamente sono cose come la scrittura, i consigli sinceri, la chiamata a quello che è buono dai mezzi sicuri - i mezzi utilizzati dalla gente della conoscenza, i Compagni del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e coloro che successivamente li seguirono nella giustizia.

Alcuni mezzi legittimi potrebbero essere di scrivere (ai leader e ai governanti), parlare personalmente con loro, chiamarli o consigliarli. Nessuno dovrebbe diffamarli pubblicamente (durante le lezioni nelle moschee) e in altri luoghi dicendo: "Hanno fatto questo e quello!" e "Tutto questo male è causa loro!"

E da Allah cerchiamo aiuto.

[Shaykh 'Abd al-'Aziz Ibn Baz]


=> Le manifestazioni politiche nell'Islam <=

sabato 1 maggio 2010

gli assassinii politici


بسم الله الرحمن الرحيم



domanda: sono permessi gli assassinii politici?

risposta: gli assassinii politici non esistono nell'Islam. Gli assassinii politici non sono da nessuna parte nell'Islam. Non ci sono! Ho un commentario in "al-'Aqida at-Tahaqiyya" in cui mostro che l'Islam non è per le rivoluzioni sanguinose e gli assassinii politici e in particolare non sotto le circostanze di oggigiorno.

[Shaykh Al-Albani]

domenica 4 gennaio 2009

le manifestazioni politiche nell'Islam


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: qual è la sua opinione riguardo coloro che dicono che le manifestazioni politiche sono permesse al fine di fare pressione sui leader o sui governi?

risposta: queste manifestazioni non sono dalle azioni dei Musulmani. Esse sono estranee all'Islam e non sono mai state conosciute se non attraverso il modo dei paesi occidentali di miscredenza.

[Shaykh 'Abd al-'Aziz Ar-Rajihi - preso dalla rivista "Safīnah al-Najāh" n° 2, Gennaio 1997]

domanda: le manifestazioni sono considerate un mezzo legittimo di Da'wah?

risposta: in effetti il concetto di manifestazioni è una questione nuova, moderna. Non è stata conosciuta al tempo del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam), nè al tempo dei Khulafa ben guidati, nè al tempo di nessuno dei Compagni (radiAllahu 'anhuma).

Inoltre, il caos e il disordine che sono inclusi in essa, la rendono una questione inammissibile tanto che (include atti come) la rottura di vetri, di porte...etc. Risulta, anche all'interno di essa, la mescolanza tra uomini e donne, giovani e anziani, e simile a quello dalla corruzione e dalla cose detestabili.

Per quanto riguarda la questione di mettere pressione al governo; se si tratta di un governo Musulmano, allora è sufficiente come ammonimento il libro di Allah e la Sunnah del Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam). Questo è il meglio di ciò che potrebbe eventualmente essere proposto prima da qualsiasi Musulmano. Se esso (il governo) è miscredente, allora non si preoccuperebbe nemmeno di questi "manifestanti" e si comporterebbe educatamente con loro in apparenza, mentre interiormente rimarrebbero su ciò che era male. Per questo motivo, riteniamo che le manifestazioni siano azioni detestabili.

Come per le loro dichiarazioni che queste manifestazioni sono pacifiche, allora forse sono pacifiche all'inizio o la prima volta ma poi diventano distruttive. Perciò consiglio i giovani di seguire il percorso di coloro che li hanno proceduti, poichè invero Allah ha elogiato i Muhajirin e gli Ansar e ha lodato coloro che li seguono nella giustizia.

[Shaykh Muhammad bin Salih al-'Uthaymin - aj-Jawab al-Abhar li Fu'ad Siraj pag. 75]

domanda: organizzare manifestazioni allo scopo di risolvere i problemi della Ummah Islamica, è un mezzo di Da'wah?

risposta: La nostra religione non è una religione del caos. La nostra religione è una religione di disciplina, una religione di ordine e di calma e di tranquillità. E le manifestazioni non sono dalle azioni dei Musulmani e non sono qualcosa con cui i Musulmani sono familiari.

E la religione dell'Islam è una religione di pace, una religione di misericordia, una religione di disciplina; non di caos e non di disordine e non (una religione) di incitamento alle tentazioni(fitan). E questa è la religione dell'Islam.

E i diritti si ottengono dal domandare per loro nella maniera legiferata dalla Shari'ah e attraverso i modi legiferati dalla Shari'ah. E le manifestazioni provocano spargimento di sangue e la rovina della ricchezza (dei Musulmani). E tali questioni non sono ammissibili.

[Shaykh Salih al-Fawzan - Kitab al-Fatawa Shar'iyah fil Qidaya 'Asriyah]

domanda: le manifestazioni politiche organizzate ed effettuate da uomini e donne contro i governanti e i governi, sono considerati modi legittimi per correggere le persone? Se qualcuno muore nel corso di tali proteste, egli è quindi considerato un martire?

risposta: non credo che le manifestazioni politiche, nè da parte di uomini che di donne, siano un rimedio (per influenzare i leader). Piuttosto, li vedo come modi che conducono ai peccati e alle sofferenze. Esse causano oppressione della gente e violazione dei loro diritti.

Comunque i modi legiferati Islamicamente sono cose come la scrittura, i consigli sinceri, la chiamata a quello che è buono dai mezzi sicuri - i mezzi utilizzati dalla gente della conoscenza, i Compagni del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e coloro che successivamente li seguirono nella giustizia.

Alcuni mezzi legittimi potrebbero essere di scrivere (ai leader e ai governanti), parlare personalmente con loro, chiamarli o consigliarli. Nessuno dovrebbe diffamarli pubblicamente (durante le lezioni nelle moschee) e in altri luoghi dicendo: "Hanno fatto questo e quello!" e "Tutto questo male è causa loro!"

E da Allah cerchiamo aiuto.

[Shaykh 'Abd al-'Aziz Ibn Baz - preso dalla cassetta "Fatawa al-'Ulama' fi Ta'ah Wulat al-Amr"]

Per quanto riguarda ciò che le persone dichiarano che "Il fine giustifica i mezzi" questo è sbagliato e non è dalla nostra legislazione Islamica. Al contrario, nella legislazione, i mezzi hanno specifiche sentenze e con la condizione che essi siano inizialmente ammissibili. Se i mezzi sono vietati, ad esempio una persona che beve alcool per scopi medicinali, allora anche se ci potrebbe essere un rimedio in esso, è ancora vietato. Quindi, tutti i mezzi non possono avere la stessa sentenza, come il risultato finale. Piuttosto, i mezzi devono essere ammissibili in se stessi.

E non è anche sempre il caso che un servo (di Allah) possa accettare che, poichè certi mezzi hanno avuto successo, gli sia quindi consentito di prenderli. Ad esempio, se un largo gruppo di persone viene a dire "Se organizziamo una manifestazione, questa metterà sotto pressione il leader e allora di conseguenza egli dovrà cambiare e correggere la situazione. Il fine giustifica i mezzi." Noi diciamo che questo è completamente falso, poichè i mezzi in se stessi sono proibiti. In queste azioni, anche se l'obiettivo può essere sincero e necessario, l'origine non è ancora ammissibile. E' proprio come una persona che usa una sostanza proibita come cura. Così, ci sono molti mezzi e metodi che l'intelletto di qualcuno può offrire, ma essi non possono essere giustificati dal risultato finale. Allora questo è sicuramente un falso principio.

I mezzi devono essere permessi in origine e quindi la sentenza del risultato finale è loro applicata; se il risultato finale è permesso, i mezzi sono permessi. Se è obbligatorio, allora i mezzi lo sono altrettanto.

[Shaykh Salih Ali-Shaykh - preso dalla cassetta "Fatawa al-'Ulama fi Hukm al-Tafjirat wal-Muzaharat wal-Ightiyalat"]