M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


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giovedì 13 agosto 2009

i Jama’ah at-Tabligh e i Jama’ah al-Ikhwan al-Muslimin sono tra le 72 sette


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: possa Allah concederle il meglio (dei Suoi favori).
Nel hadith del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) riferito alla divisione della Ummah, egli dice: "...e la mia Ummah si dividerà in 72 sette...". Quindi i Jama'ah at-Tabligh, con quello che hanno in termini di shirk e di innovazioni e anche i Jama'ah al-Ikhwan al-Muslimin, con ciò che hanno in termini di predisposizione e rivolta/ribellione contro i leader e mancanza di obbedienza, sono dalle 72 sette?

risposta: essi sono dalle 72 sette. Chiunque si oppone al 'Aqidah di Ahlus Sunnah entra nella piega delle 72 sette. Il significato della dichiarazione del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) "la mia Ummah" è: la Ummah di Ijabah, ovvero la Ummah della risposta; coloro che hanno risposto alla chiamata del Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e che hanno mostrato la loro fedeltà a lui. E il significato delle 73 sette: la setta vittoriosa che ha aderito a lui e che era onesto nella religione e le 72 di quelle sette - tra cui i kuffar, i peccatori e i vari innovatori.

domanda: ci sono questi due gruppi (Jama'ah at-Tabligh e Jama'ah al-Ikhwan al-Muslimin) tra le 72 sette?

risposta: sì, essi sono tra le 72 sette insieme ai Murji'ah e ad altri. I Murji'ah e i Khawarij - qualcuno della gente della conoscenza considera i Khawarij tra i kuffar, fuori dalla piega dell'Islam anche se tra le 72 sette.

[Shaykh Ibn Baz - preso da una registrazione delle lezioni del Shaykh in Sharh al-Muntaqa in Ta’if, circa due anni o meno prima della sua morte]

il male del rifiuto dei governanti


بسم الله الرحمن الرحيم

Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha legiferato per la sua Ummah l'obbligo di respingere il male, così che dal suo rifiuto venga ottenuta la bontà che Allah e il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) amano. E quando il rifiuto del male porta a ciò che è più cattivo e odiato da Allah e dal Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam), allora non è permesso rifiutarlo - anche se Allah odia e detesta coloro che lo commettono (il male). E questo è come il rifiuto (inkar) contro i re e quelli che comandano, di uscire contro di loro (con le armi, etc...di combatterli) - poichè in verità, ciò è la base e il fondamento di ogni male (sharr) e di ogni tribolazione (fitna) fino alla fine del tempo. E i Compagni chiesero il permesso al Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) di uccidere l leader (Umara') che ritardavano la preghiera dal suo corretto tempo, dicendo: "Non dovremmo ucciderli?"Così egli disse: "No, fintanto che essi stabiliscono la preghiera." ed egli disse anche: "Chiunque vede qualcosa dal suo leader (Amir) che non gli piace, allora lasciate che sia paziente e non lasciate che egli alzi la sua mano (lontano) dall'obbedienza del leader."
E chiunque rifletta sulle più grandi e più piccole prove che hanno colpito l'Islam, allora vedrà che esse sono dovute alla negligenza e allo spreco di questo principio e alla mancanza di pazienza sul male. Quindi egli cerca di causare la sua fine e come conseguenza di questo, viene causato un male maggiore. E il Messaggero (sallAllahu 'alayhi wa sallam) vide il più grande dei mali in Makka ed egli non fu in grado di cambiarlo. In realtà, anche quando Allah aprì Makka per i Musulmani (ovvero diede la vittoria su di essa) e quando divenne dar ul-Islam, egli decise di cambiare la Ka'aba e di riportarla alle fondamenta su cui Ibrahim ('alayhis salam) l'aveva costruita - ma anche se aveva la capacità di farlo, egli fu impedito da questo dal timore che qualcosa di più grande accadesse, a causa della mancanza di tolleranza dei Quraish, poichè essi erano nuovi all'Islam e avevano da poco lasciato la miscredenza - e per questo motivo egli non concesse il permesso per il rifiuto contro i leader (Umara') con l'uso della propria mano (con la forza), dovuto alla grandezza di ciò che sarebbe risultato dopo a causa di esso."

[Shaykh Ibn Al-Qayyim - da "I'lam ul-Muwaqqi'in an Rabbil-Alamin"]

martedì 11 agosto 2009

governare con le leggi dell'uomo


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: che Allah mostri bontà verso di lei o virtuoso Shaykh, tra le più difficili questioni che sono state problematiche per i giovani, o per alcuni dei giovani, (vi è la questione) per esempio della sentenza delle leggi fatte dall’uomo. Chiediamo chiarezza riguardo a ciò.

risposta: gli ‘Ulema hanno chiarito questo, e la cosa più vicina (ad essere corretta) è il tafsir di Ibn Kathir nel quale è affermato che uno che governa con altro che ciò che Allah ha rivelato – allora se egli vede quella come una cosa migliore del Libro di Allah, o che il suo governo è migliore del governo di Allah, o che la sentenza con altro che ciò che Allah ha rivelato è uguale al governo di Allah, o che egli ha una scelta di governare da ciò che Allah ha rivelato o non basato su una scelta - allora un tale individuo è giudicato con il kufr. Non vi è alcun dubbio che tale individuo è un miscredente in accordo al ijma’.

Per quanto riguarda l’individuo che crede che il governo di Allah è la verità e che la legge dell’uomo è batil ma egli governa con essa a causa del desiderio (hawa) o a causa di una tentazione (tama’a) che lo ha sopraffatto – allora tale individuo è un peccatore e un trasgressore (dhalim wa fasiq) tuttavia non è giudicato con il kufr. Questo poiché egli crede che il governo di Allah sia obbligatorio e la sentenza da altro che questo è batil ma lo ha fatto per ottenere una carriera o a causa di una tentazione. In questo caso il suo ‘aqidah rimane, poiché egli ha ancora il suo credo nel Libro di Allah e che quella è la verità e che deve giudicare da essa, allora in questo caso il suo ‘aqidah rimane. Tale individuo viene giudicato essere un peccatore e non giudicato avere kufr , perché questo è kufr ‘amali (kufr delle azioni). [1]

[1] kufr minore del kufr

[Shaykh Salih al-Fawzan – da una sessione di domande e risposte di una recente lettura intitolata “Takfir: tra eccesso e negligenza” pronunciata al Masjid ar-Rajihi in Hayy ul-Jazirah, Riyadh, KSA – datata 10/10/1428 AH che corrisponde al 21 Ottobre 2007 CE. La lettura può essere ascoltata qui e completamente qui]

=> Colui che si oppone alla Legge di Allah

domenica 9 agosto 2009

la 'Awra di una donna Musulmana davanti ad altre donne Musulmane


بسم الله الرحمن الرحيم

domanda: molte donne hanno un’opinione riguardo la ‘awra di una donna di fronte ad un’altra donna, cioè che sia tra l’ombelico e il ginocchio. Perciò alcune di loro non esitano ad indossare vestiti che sono molto stretti o aperti, che rivelano grandi parti del petto e delle braccia. Cosa dice riguardo a loro?

risposta: ciò che è richiesto alle donne Musulmane è la modestia e il pudore, e che ella dovrebbe essere un buon esempio per le sue sorelle Musulmane, e non dovrebbe esporre loro tranne ciò che è considerato normale e che si addice alle rette donne Musulmane di mostrare tra di esse. Questo è ciò che è inizialmente su di loro ed è più sicuro, poiché in verità il fatto di essere disattente e trascurate nel mostrare quello che non c’è alcun bisogno di mostrare, potrebbe portare ad ulteriore disattenzione e negligenza e portando perciò a quello, che è proibito. Wa Allahu alam.

[Shaykh Salih al-Fawzan - Al muntaqa min fatawa, vol 3, pag. 307, n° 453]

domanda: una donna che indossa vestiti stretti di fronte ad altre donne, è catalogata sotto il hadith “…le donne che saranno vestite ancora nude…”?

risposta: non vi è alcun dubbio che indossare vestiti stretti che rivelano le parti allettanti del corpo sia qualcosa che non è consentito, tranne che per indossarli unicamente per suo marito. Per quanto riguarda di fronte ad altri che suo marito, allora non è permesso. Anche se ci sono soltanto donne presenti, poiché rappresenterebbe un cattivo esempio per loro. Quando loro vedono la sua azione, possono seguirla in essa. Inoltre le è stato ordinato di coprire la sua ‘awra con ciò che è ampio e di essere coperta di fronte a chiunque tranne che suo marito. Quindi lei copre la sua ‘awra di fronte alle altre donne come fa di fronte agli uomini, tranne ciò che è considerato normale e che si addice che lei mostri in mezzo ad altre donne, come il viso, le mani, i piedi e ciò che c’è bisogno di scoprire o rivelare.

[Shaykh Salih al-Fawzan - Al muntaqa min fatawa, vol 3, pag. 307, n° 454]

domanda: qual è la sentenza riguardo l’indossarequei vestiti da cui si vede attraverso o stretti al punto che rivelano le sue parti del corpo?

risposta: è obbligatorio per le donne, che il loro vestito non sia come quello che è così trasparente che il colore della pelle può essere visto attraverso di esso, né che sia così stretto da rivelare la forma delle sue parti del corpo, questo poiché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) ha detto:

“Due tipi di persone tra gli abitanti del Fuoco dell’Inferno, io non ho ancora visto: donne coperte ancora scoperte, quando esse camminano ondeggiando i loro fianchi, sulle loro teste assomigliano alle gobbe dei cammelli, esse non entreranno nel Jannah né troveranno il suo profumo, e gli uomini che hanno con sé fruste che assomigliano alle code delle mucche con cui essi battono il servo di Allah.” [1]

Shaykh ul-Islam Ibn Taimiyyah (rahimahullah) in “Maj’mu al-Fatawa” dice riguardo la dichiarazione del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) “….coperte ancora scoperte…”, che significa indossare vestiti che non la coprono in modo che lei sia vestita ma in realtà lei è nuda come la donna che indossa un abito leggero così da mostrare la sua pelle oppure un abito stretto che aderisce strettamente rivelando le sue parti del corpo, come ad esempio il suo posteriore o la sua coscia o simili. Veramente il vestito di una donna è quello che la copre non mostrando la forma dei suoi arti o più di quello, poiché esso è ampio e non trasparente.

[1] hadith trasmesso da Muslim

[Shaykh Salih al-Fawzan - Al fatawa al jammatu li Imra’atul muslim, vol 3, pag. 845, n° 763]

sabato 8 agosto 2009

il Dhikr autentico


بسم الله الرحمن الرحيم

6- Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) ha detto:

“Non ti ho informato di una dichiarazione, che è un tesoro dai tesori del Paradiso? Essa è:

Non c’è alcuna capacità né alcun potere tranne con Allah

La hawla wa la quwwata illa billah

7- Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) ha detto:

"Chiunque raggiunge il mattino e raggiunge la sera e dice:

Allah è lontano dall’imperfezione e tutta la lode è per Lui

Subhana Allahi wa bihamdihi

cento volte, allora nessuno porta qualcosa di migliore di lui nel Giorno del Giudizio, di ciò che egli ha portato. Tranne colui che dice ciò che egli ha detto, o ha detto più di lui."

8- Sull'autorità di Mu'ad bin Abdillah ibn Khubayb, sull'autorità di suo padre che ha detto: Siamo usciti una notte molto scura e piovosa alla ricerca del Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) in modo che potesse pregare per noi, poi l'ho trovato ed egli ha detto: "Recita." Così io non ho detto nulla, poi egli ha detto: "Recita." Così io non ho detto nulla, poi egli ha detto: "Recita." Così io ho detto: "Che cosa dovrei recitare?" Egli ha detto: "Recita:

Dì che Allah è Uno [Qul Huwallahu Ahad, suratul Ihklas] e le ultime due sure (al-muawathatayan) la sera e la mattina, tre volte per ognuna ti basteranno per tutto."

9- Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"In verità la maggiore supplica per il perdono è dire:

O Allah, Tu sei il mio Signore, non c'è nessuno degno di culto nella verità tranne Te, Tu mi hai creato e io sono Tuo servo, sono rispettoso del Tuo patto e prometto il meglio che riesco, cerco rifugio in Te dal male che ho commesso, dichiaro a Te i miei peccati e riconosco il Tuo favore su di me, perciò perdonami, in verità nessuno perdona i peccati tranne Te

Allahumma Anta Rabbi, la ilaha illa Anta, khalaqtani, wa ana abduka, wa ana ala ahdika wa wa'dika mastata'tu, a'uthu bika min sharri ma sanatu, abu'u laka bini'matika alayya, wa abu'u bithambi faghfirli, fa'innahu la yaghfiru ath-thunuba illa Anta

così se l'adoratore dice questo quando arriva il mattino credendoci veramente e muore, entra in Paradiso e se dice questo quando arriva la sera credendoci veramente e muore, entra in Paradiso.

10- Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:

"Non c'è nessuno tra gli adoratori che se dice il mattino di ogni giorno e la sera di ogni notte

Nel nome di Allah, con il Cui nome nessuno è danneggiato, nè su questa terra e nè nei cieli, ed Egli è Colui che tutto ascolta e tutto conosce [l'Audiente, il Sapiente]

Bismil-lahil-lathi la yadhurru ma'a ismihi shay'un fil ardhi wa la fissama'i wa Huwa as-Sami'ul-Alim

tre volte, nulla lo può danneggiare."

...continua إن شاء الله

[da "Awiz ala jawaiz", una raccolta di ahadith presi da "al-kalima at-Tayib" di Shaykh ul Islam Ibn Taymiyyah, controllati da Shaykh Al-Albani in "Sahih al-kalima at-Tayib" (rahimahumullah)]