M'ARID AL KITAB - esposizione del libro sulla cultura araba e sulla religione Islamica

9/10 Giugno 2012 - San Paolo d'Argon (BG)


PER INFORMAZIONI SCARICA QUI IL VOLANTINO



Visualizzazione post con etichetta Taqwa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Taqwa. Mostra tutti i post

domenica 6 febbraio 2011

bisogna sperare nella Misericordia di Allah e temere per i propri peccati


بسم الله الرحمن الرحيم

Imam Al-Barbahari (rahimahullah) ha detto:

E' giusto che qualsiasi uomo che trasgredisce al di sopra dei limiti a danno della propria anima, non rinunci in punto di morte, ma dovrebbe pensare bene di Allah mentre teme per i suoi peccati [1]. Se Allah ha misericordia di lui, è dalla Sua generosità. Se Egli lo punisce, è per i suoi peccati.

note

[1] Anas (radiAllahu 'anhu) riporta: il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) entrò da un giovane che stava morendo e disse: "Come stai?" Egli (il giovane) rispose: "O Messaggero di Allah! Ho speranza in Allah e temo per i miei peccati." Così il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Esse non arrivano insieme nel cuore di un servo in uno stato simile, tranne che Allah gli dà ciò per cui egli spera e lo salva da ciò che egli teme." Riportato da at-Tirmidhi e Ibn Majah e dichiarato hasan da Shaykh al-Albani (rahimahullah)

[Imam Al-Barbahari - Kitab Sharh us-Sunnah, punto 91]

giovedì 9 dicembre 2010

il servo dovrebbe sempre avere prudenza e timore, poichè egli non sa in quale condizione morirà


بسم الله الرحمن الرحيم

Imam Al-Barbahari (rahimahullah) ha detto:

Che Allah abbia misericordia su di voi! Sappiate che il servo dovrebbe sempre avere prudenza e timore per il tempo in cui egli rimane in questo mondo, poichè non sa come morirà, in quale condizione avrà fine e in quale stato incontrerà Allah, il Potente e il Maestoso, anche se egli ha compiuto ogni buona azione [1].

note

[1] Allah, l'Altissimo, dice: "Quelli che vivono in soggezione per timore del loro Signore." [Al-Mu'minun, 57]

[Imam Al-Barbahari - Kitab Sharh us-Sunnah, punto 90]

venerdì 8 maggio 2009

Speranza e Timore di Allah


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah l'Eccelso dice:

"Nessuno si sente sicuro dal Piano di Allah, tranne coloro che sono i perdenti." [Al-A'raf, 99]

"Certamente nessuno dispera della misericordia di Allah, tranne coloro che non credono." [Yusuf, 87]

"Nel Giorno (ovvero nel Giorno della Resurrezione) quando alcuni volti diventeranno bianchi ed alcuni volti diventeranno neri..." [Al-'Imran, 106]

"In verità il vostro Rabb è veloce nella retribuzione (per il disobbediente, il malvagio) e certamente Egli è perdonatore, misericordioso (per l'obbediente e per coloro che implorano il perdono di Allah)." [Al-A'raf, 167]

"In verità gli Abrar (i pii e i giusti) saranno nelle Delizia (Jannah). E in verità i Fujjar (i malvagi, i miscredenti, i peccatori e i malfattori) saranno nel Fuoco ardente (Inferno).'' [Al-Infitar, 13-14]

"Allora come per colui la cui bilancia (delle buone azioni) sarà pesante, egli vivrà una vita piacevole (in Jannah). Ma, per colui la cui bilancia (di buone azioni) sarà leggera, egli avrà la sua casa nel Hawiyah (la fossa, ovvero l'Inferno)." [Al-Qari'ah, 6-9]

443. Abu Huraira (radiAllahu 'anhu) ha riferito: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Se un credente avesse piena conoscenza del castigo di Allah, nessuno desidererebbe il Suo Jannah; e se fosse un infedele a conoscere la misericordia che Allah possiede, nessuno dispererebbe del Suo Jannah."
[Muslim]

commento: 1. questo hadith menziona i tormenti che si dovranno subire in conseguenza della collera Divina. Questi sono descritti per consentire ad un peccatore di salvare se stesso da essi. Viene anche detto riguardo l'infinita misericordia di Allah, in modo che si sia sempre speranzosi.
2. soltanto le persone che sono obbedienti a Lui, ricevono la grazia e la misericordia di Allah, mentre il disobbediente subirà le conseguenze della Sua collera.

444. Abu Sa'id al-Khudri (radiAllahu 'an hu) ha riferito: il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: " Quando un corpo morto è messo in una bara e gli uomini lo portano sulle loro spalle, se il defunto era pio esso (il corpo) dirà: "Prendetemi in fretta", ma se non fosse stato dirà (ai suoi portatori): "Ohimè! Dove lo state portando?" Ogni cosa ascolta la sua voce, tranne l'uomo. Se un essere umano sentisse la sua voce, egli sarebbe sicuramente morto."
[Al-Bukhari]

commento: il discorso di un morto è una questione del regno dell'Invisibile (al-Ghaib), che è menzionato in questo hadith. Una persona deceduta dirà certamente ciò che è stato divulgato qui. Un Musulmano deve assolutamente avere fede in esso. Allah l'Onnipotente è certamente in grado di concedere il potere del discorso ad una persona deceduta, poichè egli parla con gli angeli (Munkar e Nakir) quando essi arrivano dal morto nella tomba e lo interrogano. Questo hadith intende indurre la gente alle virtù in modo che non si debba dire, dopo la morte: "Ohimè! Dove mi state portando?"
Uno dovrebbe trascorrere la vita in modo tale che dopo la morte, quando viene portato al cimitero per la sepoltura, egli sia in una posizione tale da dire: "Affrettatevi a darmi la mia tomba, così che possa godere delle benedizioni Divine laggiù."

445. Ibn Mas'ud (radiAllahu 'anhu) ha riferito: Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto: "Il Jannah è più vicino a voi che le vostre stringhe, e così è il fuoco (l'Inferno)."
[Al-Bukhari]

commento: il Jannah è vicino a colui che segue il cammino della giustizia e può facilmente raggiungerlo. Il suo caso contrario è altrettanto vero. Colui che è vicino all'Inferno prende il cammino del male. Quindi questo hadith è un incitamento alla virtù e un ammonimento contro il male.

[Riyad as-Salihin, capitolo 53, unire Speranza e Timore (di Allah)]

martedì 10 febbraio 2009

Taqwa: la chiave per il sapere


بسم الله الرحمن الرحيم

Allah -il Più Perfetto, l'Altissimo- ha detto:

"O voi che credete! Abbiate taqwa (timore) di Allah e credete nel Suo Messaggero; ed Egli vi donerà una doppia porzione della Sua Misericordia ed Egli vi offrirà una luce sulla quale camminerete." [sura Al-Hadid, 28]

Allah -l'Altissimo- dice anche:

"O voi che credete! Se avete taqwa di Allah, Egli vi darà un Furqan (criterio per giudicare il bene e il male)." [sura Al-Anfal, 29]

Al-Hafidh Ibn Kathir (d.777H) (rahimahuLlah) ha detto: "Ibn ’Abbaas, as-Suddee, ’Ikrimah, ad-Dahhaak, Qataadah, and Muqaatil Ibn Hayyaan hanno tutti detto riguardo il "Furqan" che significa: una via di uscita (dalla difficoltà). Mujahid ha aggiunto: una via di uscita (dalla difficoltà), sia in questo mondo che nell'aldilà. In una narrazione da Ibn 'Abbas, ha detto: significa: salvezza; e in un'altra narrazione da lui: essere aiutato. Muhammad Ibn Ishaq ha detto che questo significa: un criterio per giudicare tra la verità e la menzogna. Questa spiegazione da Ibn Ishaq è più generale di quella che ha preceduto, ed è una conseguenza necessaria di essa. Poichè a chi ha taqwa di Allah attraverso l'obbedienza ai Suoi Comandi e l'abbandono di ciò che Egli ha proibito, verrà data la possibilità di riconoscere la verità dalla menzogna. Questo sarà il motivo della sua salvezza, il suo essere aiutato; e il motivo per cui i suoi affari mondani siano stati resi più facili e la sua felicità nel Giorno del Giudizio. Sarà anche il motivo per cui i suoi peccati saranno espiati da Allah ed il perdono gli verrà concesso e Allah lo proteggerà dalla gente. Sarà anche il motivo per essere destinatario di una grande ricompensa da Allah, come Egli -l'Altissimo- ha detto:

"O voi che credete! Abbiate taqwa (timore) di Allah e credete nel Suo Messaggero; ed Egli vi donerà una doppia porzione della Sua Misericordia ed Egli vi offrirà una luce sulla quale camminerete." [sura Al-Hadid, 28] [1]

Ibn Mas’ud (radiAllahu 'anhu) ha detto: "In verità, ritengo che una persona dimentica la conoscenza che aveva, a causa dei peccati che commette." [2]

Waki' Ibnul-Jarrah (d.197H) (rahimahuLlah) ha detto: "Cerco aiuto nella memorizzazione attraverso l'abbandono dei peccati e della disobbedienza." [3]

Imam Malik Ibn Anas (d.179H) (rahimahuLlah) ha detto ad ash-Shafi'i (d.204H) (rahimahuLlah) quando si incontrarono: "In verità vedo che Allah ha posto una luce sul tuo cuore, quindi non estinguerla con l'oscurità della disobbedienza e del peccato." [4]

Imam Muhammad Ibn Idris ash-Shafi'i ha detto: "Chiunque ama che Allah gli apra il cuore e gli garantisca la luce, allora abbandona il discorso di ciò che non lo riguarda e abbandona i peccati e si allontana dalla disobbedienza. Allora tra lui e Allah ci sarà un tesoro nascosto di buone azioni. Quindi se questo viene fatto, allora Allah aprirà tale conoscenza per lui, quello che lo preoccuperà. E invero nella morte vi è la più grande preoccupazione." [5]

Shaykhul-Islam Ibn Taymiyyah (d.728H) (rahimahuLlah) ha detto: "Allah -il Più Perfetto, l'Altissimo- ha reso come punizione per i peccati della gente, la mancanza di guida e conoscenza benefica, come Egli dice:

"Essi dicono: i nostri cuori sono avvolti (e non capiamo). Piuttosto, Allah ha posto un sigillo sui loro cuori a causa della loro miscredenza." [sura An-Nisa', 155]

Egli ha detto:

"Essi dicono: i nostri cuori sono avvolti (e non capiamo). Piuttosto, Allah li ha maledetti per la loro miscredenza." [sura Al-Baqara, 88]

Egli ha detto:

"E noi allontaniamo i loro cuori e la loro vista lontano dalla guida, poichè essi rifiutarono di credere la prima volta." [sura Al-An'am, 110]

E Allah dice:

"Nei loro cuori vi è una malattia e Allah aumenta la loro malattia." [sura Al-baqara, 10]

Ed Egli dice:

"Quindi quando essi si allontanarono, Allah allontanò i loro cuori." [sura As-Saff, 5] [6]

note

[1] Tafsir Qur'anul-'Adthim (2/301-302) di Ibn Kathir
[2] riportato da Waki' in az-Zuhd (n. 329) e il suo isnad è sahih
[3] riportato da Ibn Hibban in Rawdatul-'Uqala (p. 39)
[4] I'lamul-Muwaqqi'in (4/258) di Ibnul-Qayyim
[5] riportato da al-Bayhaqi in Manaqibush-Shafi'i (2/171)
[6] Majmu'ul-Fatawa (14/152) di Shaykhul-Islam Ibn Taymiyyah

[Shaykh Abu Anas Hamad Ibn Ibrahim al-’Uthman - preso da "an-Nubadh fi Aadabit-Talabil-’Ilm", pagg. 12-15]